L'esperienza vissuta da una famiglia del comune di Cava de' Tirreni durante uno spostamento per ragioni mediche ha riacceso il dibattito sull'accessibilità delle infrastrutture ferroviarie. Filomena Avagliano, già consigliera comunale a Cava de' Tirreni da sempre impegnata sulle tematiche di welfare e inclusione sociale, ha affidato alle cronache un duro sfogo sulle barriere incontrate accompagnando la figlia disabile a Roma per alcuni controlli specialistici presso l'ospedale Bambino Gesù.
Definendo l'assenza di servizi essenziali gratuiti una vera e propria forma di discriminazione istituzionale nei confronti dei cittadini che attraversano gli spazi pubblici, Avagliano ha ribadito come la fruizione di un'area ferroviaria debba garantire standard minimi di dignità e accoglienza per chiunque, a prescindere dall'accesso a spazi commerciali o sale d'attesa a pagamento.
Cava de' Tirreni, stazione invivibile per la figlia disabile
La testimonianza si focalizza sul progressivo smantellamento delle sedute e delle zone di riparo nelle stazioni, una trasformazione urbanistica che — a detta dell'ex consigliera — finisce per subordinare il diritto all'attesa al possesso di capacità di spesa, penalizzando soggetti fragili, anziani e persone con disabilità.Definendo l'assenza di servizi essenziali gratuiti una vera e propria forma di discriminazione istituzionale nei confronti dei cittadini che attraversano gli spazi pubblici, Avagliano ha ribadito come la fruizione di un'area ferroviaria debba garantire standard minimi di dignità e accoglienza per chiunque, a prescindere dall'accesso a spazi commerciali o sale d'attesa a pagamento.

