Importante svolta nella vicenda che ha coinvolto Nadeem Waqas, imprenditore pakistano molto conosciuto a Salerno, in particolare nella zona orientale della città. La Corte d’Appello ha stabilito che non risultano condanne a suo carico in Pakistan per i gravi reati che gli erano stati contestati.
Salerno, caso Waqas: nessuna condanna in Pakistan secondo la Corte d’Appello
Il pronunciamento è arrivato con la sentenza del 16 aprile. Secondo quanto emerso, non esisterebbero condanne definitive nei confronti dell’imprenditore per le accuse di duplice omicidio avanzate dalle autorità pakistane. Gli addebiti, dunque, sono stati ritenuti privi di fondamento.
A comunicarlo è stato lo stesso Waqas, che ha voluto ringraziare la giustizia italiana e il proprio legale per il lavoro svolto.
L’arresto del "kebabbaro" della zona orientale
La vicenda aveva avuto un forte impatto mediatico nei scorsi mesi. Waqas era stato arrestato a fine gennaio a Baronissi nell’ambito di un’operazione di polizia, in seguito a segnalazioni legate a un presunto coinvolgimento in un duplice omicidio avvenuto in Pakistan.
L’imprenditore, conosciuto per la gestione di attività di ristorazione nel Salernitano, viveva stabilmente nella zona. Le informazioni iniziali provenivano dall’Asia meridionale.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato coinvolto anche in un sistema legato alla gestione di visti turistici per connazionali diretti in Europa, circostanza che aveva portato a una segnalazione da parte dell’Aisi nel 2024.
La posizione dell’imprenditore
Un passaggio chiave si è svolto lo scorso febbraio. Nel corso dell’udienza davanti alla Corte d’Appello di Salerno, finalizzata anche alla valutazione dell’eventuale estradizione, Waqas aveva respinto ogni accusa, dichiarandosi innocente e opponendosi al rientro in Pakistan.
Con il pronunciamento della Corte d'Appello di Salerno, la posizione dell’imprenditore risulta chiarita sotto il profilo giudiziario, escludendo l’esistenza di condanne a suo carico nel Paese d’origine. “Ringrazio la Giustizia Italiana e il mio avvocato per aver contribuito a fare chiarezza”, ha commentato Waqas.

