Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge dedicato al costo dei carburanti, prorogando fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio. Secondo fonti di Governo, la misura avrà un costo di circa 130 milioni di euro. Dopo questa scadenza, l’Esecutivo punta a cambiare strategia, introducendo eventuali sostegni contro il caro carburante maggiormente selettivi e calibrati sulla base del reddito.
Caro carburanti, il Governo proroga lo sconto sul gasolio fino al 5 settembre: poi aiuti legati al reddito
La decisione è arrivata dal Consiglio dei ministri, che ha dato il via libera al nuovo decreto legge in materia di carburanti. Il provvedimento prolunga fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio, evitando quindi l’immediata cessazione dello sconto. Stando alle indicazioni provenienti da fonti governative, l’intervento dovrebbe comportare un impegno economico di circa 130 milioni di euro.
La proroga dovrebbe rappresentare però soltanto una soluzione temporanea. Una volta terminato il periodo coperto dal taglio delle accise, il Governo intende infatti valutare un diverso sistema di interventi per contrastare gli effetti del caro carburante.
L’obiettivo dichiarato è quello di passare da una misura generalizzata a sostegni più mirati, individuati anche sulla base della situazione economica dei beneficiari. Secondo quanto riferito, dopo il 5 settembre potrebbero quindi entrare in campo misure «selettive sulla base del reddito».
Al momento non vengono indicati ulteriori dettagli sulle modalità, sulle soglie economiche o sui destinatari degli eventuali nuovi sostegni. La definizione concreta del meccanismo sarà quindi uno dei passaggi da seguire nelle prossime settimane.
Prorogato anche il decreto sull’ex Ilva
Nel corso della stessa riunione il Consiglio dei ministri ha prorogato anche il decreto legge sulla continuità operativa degli impianti considerati di interesse strategico nazionale, il cosiddetto decreto ex Ilva. Sul fronte dei carburanti, invece, l’attenzione resta concentrata sulla scadenza del 5 settembre e sulla possibile introduzione, subito dopo, di un sistema di aiuti meno generalizzato e più legato al reddito.

