Caro carburante, la protesta dei tir paralizza il Sud Italia: a rischio le forniture. Si teme lo stop anche dei trasporti pubblici

Caro carburante, protesta dei tir al Sud: proseguono i blocchi, forniture a rischio
Tra le conseguenze più preoccupanti della protesta ci sono le possibili difficoltà nell'approvvigionamento di carburante per le aziende di trasporto siciliane. Il fermo dei mezzi pesanti rischia infatti di impedire l'arrivo delle forniture programmate nei depositi delle società private che gestiscono servizi di trasporto pubblico e privato su gomma.
Le criticità potrebbero manifestarsi già nel fine settimana e nei primi giorni della prossima, qualora le consegne non dovessero essere effettuate regolarmente. In questo scenario, anche la continuità dei servizi di linea gestiti dalle aziende private potrebbe essere compromessa.
La situazione resta legata all'evoluzione della mobilitazione degli autotrasportatori, che hanno già annunciato la possibilità di prolungare il fermo in assenza di risposte concrete da parte del Governo.
Il Comitato trasportatori siciliani ha indicato nel 20 ottobre una data decisiva per la vertenza. Se il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini non dovesse incontrare i rappresentanti dei camionisti e sottoscrivere il protocollo di impegni richiesto, la protesta potrebbe proseguire almeno fino al 27 ottobre. La mobilitazione in Sicilia si inserisce in una più ampia agitazione del settore dell'autotrasporto, particolarmente colpito dagli aumenti del gasolio e dai costi dei collegamenti.
Calabria, tir fermi lungo le strade e presidi fino al 20 ottobre
La protesta continua anche in Calabria, dove gli autotrasportatori hanno mantenuto attivi i presidi durante la notte. Una delle aree maggiormente interessate è quella del Tirreno cosentino, lungo la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore, dove si sono concentrati mezzi pesanti e manifestanti.
Gli autotrasportatori della Fedralog hanno annunciato l'intenzione di proseguire la mobilitazione almeno fino al 20 ottobre, chiedendo misure per contrastare il caro carburante. I tir sono rimasti parcheggiati lungo le strade in corrispondenza di diversi punti di protesta, distribuiti tra le principali arterie regionali e le zone vicine agli svincoli dell'autostrada A2. Secondo il quadro riportato, sono quindici i presidi attivi, mentre alla mobilitazione dei camionisti hanno aderito anche agricoltori legati a movimenti autonomi.
Reggio Calabria, trasporto pubblico gratuito per otto giorni
In risposta alle difficoltà provocate dall'emergenza carburanti, a Reggio Calabria è stata annunciata una misura straordinaria: otto giorni di trasporto pubblico urbano ed extraurbano gratuito. La decisione, secondo quanto spiegato dal sindaco, nasce dalla necessità di fronteggiare le conseguenze economiche e sociali dei rincari, particolarmente evidenti nelle regioni meridionali. L'iniziativa punta a offrire un'alternativa agli spostamenti con mezzi privati in una fase segnata dalle difficoltà legate al costo e alla disponibilità dei carburanti.
Puglia, protesta degli agricoltori e dei camionisti nel Foggiano
Un altro fronte della mobilitazione è quello pugliese, dove le manifestazioni proseguono ormai da una settimana. Nel Foggiano, agricoltori, olivicoltori e autotrasportatori si sono ritrovati nei pressi del casello autostradale di Poggio Imperiale, dando vita a un presidio contro l'aumento delle spese sostenute dalle rispettive attività.
Le rivendicazioni riguardano non soltanto il prezzo dei carburanti, ma anche i costi di produzione agricola e il generale aumento del costo della vita. Il movimento sta valutando la possibilità di trasferire la protesta a Roma nei prossimi giorni, sulla spinta del sostegno raccolto nelle diverse regioni del Mezzogiorno. La mobilitazione vede dunque la partecipazione di categorie differenti, accomunate dalle difficoltà economiche provocate dai rincari e dalla richiesta di interventi alle istituzioni.
Il Governo cerca il confronto, Salvini e Rixi intervengono sulla protesta
Mentre continuano i presidi, il confronto con il Governo assume un ruolo centrale per il futuro della mobilitazione. Il ministro Matteo Salvini ha lavorato per anticipare al 20 ottobre il tavolo con gli autotrasportatori presso la Prefettura di Milano, appuntamento considerato importante per affrontare le richieste delle categorie coinvolte.
Nella giornata del 17 ottobre, il ministro ha inoltre parlato telefonicamente con uno dei manifestanti presenti a Poggio Imperiale, manifestando la disponibilità a incontrare una delegazione di autotrasportatori provenienti da Puglia, Calabria e Sicilia.
Sulla questione è intervenuto anche il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, che ha riconosciuto le difficoltà affrontate dal settore, sottolineando al tempo stesso la necessità di evitare conseguenze per l'intero sistema economico.
«Sappiamo che gli autotrasportatori, soprattutto al Sud, affrontano una fase complessa, aggravata dagli squilibri dei flussi logistici. È una situazione che richiede attenzione e risposte concrete», ha spiegato Rixi, ricordando gli interventi del Governo per contenere gli effetti dei rincari.
Il viceministro ha però richiamato anche la necessità di garantire la circolazione delle merci: «Il diritto di manifestare è sacrosanto, ma non può diventare il diritto di bloccare l'economia». La vertenza resta dunque aperta. I prossimi incontri con le categorie saranno determinanti per comprendere se la mobilitazione potrà concludersi oppure se il fermo dei mezzi pesanti continuerà, con ulteriori conseguenze sulla distribuzione delle merci e sui servizi di trasporto.

