Campania

Sanità in Campania, cresce la fuga dei medici: emergenza soprattutto nel 118

Carla Castellano
Sanità in Campania, cresce la fuga dei medici: emergenza soprattutto nel 118

La sanità pubblica campana continua a fare i conti con la difficoltà di trattenere i professionisti. Nel 2025 sono state registrate 246 dimissioni volontarie, a fronte di 728 nuove assunzioni a tempo indeterminato. Un dato che riaccende il dibattito sulle condizioni di lavoro, sugli organici e sulla tenuta dei servizi, in particolare nell’area dell’emergenza-urgenza.

Il quadro riguarda l’intera regione e, nei dati disponibili, non vengono fornite indicazioni specifiche sulla provincia di Salerno.

Medici in calo rispetto a dieci anni fa

Il numero dei medici del servizio sanitario pubblico campano è passato da 9.306 nel 2015 a 9.152 nel 2024.

Una riduzione che si accompagna alle difficoltà nel mantenere in servizio i professionisti già assunti. Secondo Anaao Assomed, la Regione dovrebbe intervenire su più fronti: retribuzioni, organizzazione dei turni, carichi di lavoro e possibilità di crescita professionale.

Il sindacato chiede al presidente della Regione Roberto Fico misure capaci di rendere più attrattivo il sistema sanitario pubblico e limitare la fuoriuscita di personale.

Allarme per l’emergenza-urgenza

Le criticità più forti riguardano il settore del 118 e, più in generale, l’emergenza-urgenza.

Secondo le stime di Aaroi-Emac, nei prossimi tre anni in Campania potrebbero mancare oltre mille medici. Già oggi, il deficit nel servizio 118 avrebbe superato le 200 unità.

Una carenza che rischia di aumentare la pressione sugli operatori rimasti in servizio e di avere ripercussioni sull’organizzazione dell’assistenza.

Le richieste per rafforzare il sistema

Tra gli interventi indicati dalle organizzazioni di categoria ci sono l’aumento del personale stabile, la riduzione del sovraccarico nei pronto soccorso e una maggiore integrazione tra ospedali e servizi territoriali.

L’obiettivo è rafforzare una rete che, soprattutto nei settori più esposti, deve fare i conti contemporaneamente con carenza di medici, turni gravosi e difficoltà nel ricambio del personale.

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