Nella giornata di domenica 19 aprile, gli agenti della Polizia Municipale hanno sequestrato un'azienda zootenica in via La Pila, specializzata nell'allevamento bufalino e nella produzione di latte crudo, per gestione illecita di reflui e rifiuti. Lo riporta Stiletv.
L'operazione rientra in un ampio progetto di monitoraggio volto a verificare la tracciabilità e il corretto smaltimento di reflui per evitare la contaminazione delle falde acquifere da nitrati ed emissioni nocive di ammoniaca.
Nel corso dei controlli nell'area di circa 4mila metri quadri, che ospitava 260 capi bufalini, sono state riscontrate violazioni gravi. In uno dei paddock è stata riscontrata una perdita d'acqua che causava la dispersione dei liquami sul suolo, in assenza di sistemi di canalizzazione o contenimento. Inoltre, sono stati rinvenuti due depositi di rifiuti specializzati non pericolosi gestiti abusivamente. L'azienda era anche sprovvista del Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA) e dei registri obbligatori per lo spandimento dei reflui.
Gestione illecita di reflui e rifiuti a Capaccio Paestum, azienda zootecnica sotto sequestro
Continua l'attività di controllo sul territorio volto alla tutela ambientale promossa dal Comune di Capaccio Paestum. Nella giornata di domenica 19 aprile, gli agenti della Polizia Municipale hanno sequestrato un'azienda zootenica in via La Pila, specializzata nell'allevamento bufalino e nella produzione di latte crudo.L'operazione rientra in un ampio progetto di monitoraggio volto a verificare la tracciabilità e il corretto smaltimento di reflui per evitare la contaminazione delle falde acquifere da nitrati ed emissioni nocive di ammoniaca.
Nel corso dei controlli nell'area di circa 4mila metri quadri, che ospitava 260 capi bufalini, sono state riscontrate violazioni gravi. In uno dei paddock è stata riscontrata una perdita d'acqua che causava la dispersione dei liquami sul suolo, in assenza di sistemi di canalizzazione o contenimento. Inoltre, sono stati rinvenuti due depositi di rifiuti specializzati non pericolosi gestiti abusivamente. L'azienda era anche sprovvista del Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA) e dei registri obbligatori per lo spandimento dei reflui.

