Il Comune di Capaccio Paestum entra tra gli enti locali alle prese con una procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, con un piano approvato alla fine del 2024 e destinato a protrarsi fino al 2043. La decisione arriva al termine di una fase di monitoraggio contabile che aveva già evidenziato una condizione di forte criticità nei conti dell’ente, certificata anche dalle verifiche degli organi di controllo.
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Tra queste figurano accantonamenti per contenziosi e spese legali per oltre 15 milioni di euro, fondi destinati a coprire passività potenziali per più di 3 milioni, debiti fuori bilancio ancora da riconoscere, passività pregresse e quote derivanti dal riaccertamento straordinario dei residui. Il totale della massa debitoria da ripianare raggiunge così circa 59 milioni di euro, con un impatto pro capite rilevante sulla popolazione residente.
Le criticità non si limitano all’entità del disavanzo, ma riguardano anche aspetti strutturali della gestione finanziaria. Le analisi condotte hanno messo in luce irregolarità nella determinazione della cassa vincolata nel periodo compreso tra il 2015 e il 2022, difficoltà nella ricostituzione delle anticipazioni di tesoreria utilizzate e ritardi nei pagamenti dei debiti commerciali. Sono state inoltre rilevate incongruenze nella quantificazione di diversi fondi obbligatori, tra cui il FCDE, il Fondo anticipazioni di liquidità e il Fondo di garanzia per i debiti commerciali.
Il piano di riequilibrio si inserisce in un contesto amministrativo complesso, segnato anche da vicende giudiziarie che hanno interessato la guida politica dell’ente nello stesso periodo. Una condizione che, pur distinta dal piano contabile, contribuisce a delineare un quadro complessivo di elevata fragilità istituzionale.
Sul fronte tecnico, il Comune ha già provveduto ad aggiornare il FCDE secondo il metodo ordinario, portandone la consistenza oltre i 51 milioni di euro. Parallelamente, resta da gestire il debito residuo legato alle anticipazioni di liquidità, che supera gli 11 milioni di euro alla fine del 2023.
L’attivazione della procedura di riequilibrio rappresenta, in questo scenario, un passaggio obbligato per evitare il dissesto finanziario. Il percorso delineato prevede un arco temporale lungo e richiederà una rigorosa attuazione delle misure correttive, con l’obiettivo di ristabilire gradualmente gli equilibri di bilancio e garantire la sostenibilità della gestione finanziaria dell’ente.
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Capaccio Paestum, conti in rosso e piano di rientro ventennale
Il rendiconto relativo all’esercizio 2023 fotografa un disavanzo significativo, superiore ai 40 milioni di euro. Tuttavia, una volta isolate alcune componenti tecniche legate al cambio di metodo di calcolo del Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), il disavanzo effettivo si attesta comunque oltre i 32 milioni. A questa cifra si aggiunge un complesso di ulteriori passività emerse durante la predisposizione del piano di riequilibrio.Tra queste figurano accantonamenti per contenziosi e spese legali per oltre 15 milioni di euro, fondi destinati a coprire passività potenziali per più di 3 milioni, debiti fuori bilancio ancora da riconoscere, passività pregresse e quote derivanti dal riaccertamento straordinario dei residui. Il totale della massa debitoria da ripianare raggiunge così circa 59 milioni di euro, con un impatto pro capite rilevante sulla popolazione residente.
Le criticità non si limitano all’entità del disavanzo, ma riguardano anche aspetti strutturali della gestione finanziaria. Le analisi condotte hanno messo in luce irregolarità nella determinazione della cassa vincolata nel periodo compreso tra il 2015 e il 2022, difficoltà nella ricostituzione delle anticipazioni di tesoreria utilizzate e ritardi nei pagamenti dei debiti commerciali. Sono state inoltre rilevate incongruenze nella quantificazione di diversi fondi obbligatori, tra cui il FCDE, il Fondo anticipazioni di liquidità e il Fondo di garanzia per i debiti commerciali.
Il piano di riequilibrio si inserisce in un contesto amministrativo complesso, segnato anche da vicende giudiziarie che hanno interessato la guida politica dell’ente nello stesso periodo. Una condizione che, pur distinta dal piano contabile, contribuisce a delineare un quadro complessivo di elevata fragilità istituzionale.
Sul fronte tecnico, il Comune ha già provveduto ad aggiornare il FCDE secondo il metodo ordinario, portandone la consistenza oltre i 51 milioni di euro. Parallelamente, resta da gestire il debito residuo legato alle anticipazioni di liquidità, che supera gli 11 milioni di euro alla fine del 2023.
L’attivazione della procedura di riequilibrio rappresenta, in questo scenario, un passaggio obbligato per evitare il dissesto finanziario. Il percorso delineato prevede un arco temporale lungo e richiederà una rigorosa attuazione delle misure correttive, con l’obiettivo di ristabilire gradualmente gli equilibri di bilancio e garantire la sostenibilità della gestione finanziaria dell’ente.

