La Regione Campania ha rafforzato le misure di sanità pubblica per fronteggiare l’aumento dei casi di epatite A.
L’azione, coordinata dalla Direzione Generale Salute – Settore Prevenzione Collettiva, Sanità Pubblica e Veterinaria, si concentra su sorveglianza epidemiologica, gestione immediata dei casi e dei contatti, controlli sulla filiera alimentare e analisi molecolari dei campioni, con l’obiettivo di ridurre il rischio di trasmissione e proteggere le categorie più vulnerabili.
La Regione mantiene un monitoraggio costante sull’andamento epidemiologico e sull’efficacia delle misure adottate, assicurando interventi tempestivi e uniformi. L’attenzione è rivolta in particolare ai contesti ad alto rischio e alla filiera alimentare, al fine di proteggere la popolazione e prevenire focolai.
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato trasmessa principalmente per via oro-fecale, attraverso acqua o alimenti contaminati o contatti stretti con persone infette. Il virus può essere presente nelle feci già 7-10 giorni prima della comparsa dei sintomi, che includono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero. Nei bambini l’infezione può anche manifestarsi in forma asintomatica.
Particolare attenzione va riservata ai molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, che possono accumulare il virus in acque contaminate. Devono essere consumati solo dopo cottura completa; l’apertura delle valve non garantisce la sicurezza. Anche frutta e verdura crude devono essere lavate con cura, mentre frutti di bosco surgelati vanno cotti a ebollizione per almeno 2 minuti.
Per ridurre la diffusione dell’infezione sono fondamentali misure di igiene quotidiana: lavaggio accurato delle mani, separazione di alimenti crudi e cotti, sanificazione delle superfici, consumo di acqua sicura e attenzione nel manipolare alimenti. Chi presenta sintomi compatibili con epatite A deve evitare di preparare cibi per altri e rivolgersi tempestivamente a un medico.
Nella maggior parte dei casi l’infezione guarisce completamente, ma il decorso può essere più grave negli adulti anziani e nelle persone con patologie epatiche preesistenti. Informazione corretta, diagnosi precoce, comportamenti igienici e precauzioni alimentari restano gli strumenti più efficaci per contenere la diffusione dell’epatite A.
L’azione, coordinata dalla Direzione Generale Salute – Settore Prevenzione Collettiva, Sanità Pubblica e Veterinaria, si concentra su sorveglianza epidemiologica, gestione immediata dei casi e dei contatti, controlli sulla filiera alimentare e analisi molecolari dei campioni, con l’obiettivo di ridurre il rischio di trasmissione e proteggere le categorie più vulnerabili.
Campania potenzia la risposta all’epatite A: vaccinazioni gratuite e controlli intensificati
Tra le iniziative principali, rientra l’ampliamento dell’offerta vaccinale gratuita anti-HAV. Possono accedervi personale sanitario e sociosanitario, operatori della filiera alimentare, pazienti fragili e bambini in relazione al rischio epidemiologico. La vaccinazione resta disponibile anche per chi è stato a contatto con persone infette. Il programma è finanziato con fondi regionali, consentendo alle Aziende Sanitarie Locali di intensificare rapidamente la somministrazione in tutto il territorio.La Regione mantiene un monitoraggio costante sull’andamento epidemiologico e sull’efficacia delle misure adottate, assicurando interventi tempestivi e uniformi. L’attenzione è rivolta in particolare ai contesti ad alto rischio e alla filiera alimentare, al fine di proteggere la popolazione e prevenire focolai.
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato trasmessa principalmente per via oro-fecale, attraverso acqua o alimenti contaminati o contatti stretti con persone infette. Il virus può essere presente nelle feci già 7-10 giorni prima della comparsa dei sintomi, che includono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero. Nei bambini l’infezione può anche manifestarsi in forma asintomatica.
Particolare attenzione va riservata ai molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, che possono accumulare il virus in acque contaminate. Devono essere consumati solo dopo cottura completa; l’apertura delle valve non garantisce la sicurezza. Anche frutta e verdura crude devono essere lavate con cura, mentre frutti di bosco surgelati vanno cotti a ebollizione per almeno 2 minuti.
Per ridurre la diffusione dell’infezione sono fondamentali misure di igiene quotidiana: lavaggio accurato delle mani, separazione di alimenti crudi e cotti, sanificazione delle superfici, consumo di acqua sicura e attenzione nel manipolare alimenti. Chi presenta sintomi compatibili con epatite A deve evitare di preparare cibi per altri e rivolgersi tempestivamente a un medico.
Nella maggior parte dei casi l’infezione guarisce completamente, ma il decorso può essere più grave negli adulti anziani e nelle persone con patologie epatiche preesistenti. Informazione corretta, diagnosi precoce, comportamenti igienici e precauzioni alimentari restano gli strumenti più efficaci per contenere la diffusione dell’epatite A.

