Campania

Operaio morto dopo una caduta di 8 metri, arrestato il datore di lavoro: «Dì che sei stato investito da un’auto»

Martina Francione
Operaio morto dopo una caduta di 8 metri, arrestato il datore di lavoro: «Dì che sei stato investito da un’auto»
Salvatore Calignano

Un tentativo di far passare la caduta dal capannone per un investimento stradale, tre operai impiegati in nero e nessun dispositivo di protezione. Sono alcuni degli elementi emersi dall’inchiesta sulla morte di Salvatore Calignano, il 61enne deceduto il 3 ottobre all’ospedale di Giugliano in Campania dopo un grave incidente sul lavoro avvenuto a Caivano.

Il datore di lavoro, un imprenditore 37enne del posto, è stato arrestato e posto ai domiciliari. Le accuse contestate sono omicidio colposo e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Nell’indagine risulta coinvolto anche il committente dei lavori, proprietario del capannone. Lo riporta La Stampa. 

Caivano, operaio morto dopo una caduta di 8 metri: roil datore di lavoro 

Gli accertamenti della Procura, supportati anche dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire quanto sarebbe accaduto all’interno del cantiere. Calignano stava lavorando insieme ad altri due operai quando è precipitato da un’altezza di circa otto metri. Secondo quanto emerso, nessuno dei tre indossava dispositivi di protezione.

Le verifiche hanno anche escluso una delle ipotesi inizialmente prese in considerazione: il 61enne non sarebbe stato spostato dopo la caduta. Venne soccorso esattamente nel punto in cui era precipitato.  Chi era presente chiamò il 118 e attese l’arrivo dell’ambulanza. Secondo l’ultima ricostruzione investigativa, sul posto si trovava anche il datore di lavoro. Non viene dunque contestata un’omissione di soccorso.

A rendere ancora più delicato il quadro investigativo è il racconto fornito da una testimone su quanto sarebbe accaduto mentre Calignano si trovava a terra, in condizioni di semi incoscienza.  Un giovane si sarebbe avvicinato all’operaio invitandolo a fornire una versione differente dell’accaduto: «Dici che sei stato investito da una macchina, dici che ti hanno buttato per aria. Non ti preoccupare che tutto si aggiusta, tanto paga l’assicurazione».

Sempre secondo la testimonianza, il giovane avrebbe insistito affinché Calignano raccontasse di essere stato investito. L’episodio viene valutato dagli inquirenti come possibile tentativo di depistaggio sulle reali circostanze dell’infortunio.

Lavoratori in nero e l’assunzione registrata dopo l’incidente

Dalle indagini sarebbe inoltre emerso che Salvatore Calignano e gli altri due operai presenti sul posto lavoravano in nero. Dopo l’incidente, secondo quanto accertato dalla Procura, il datore di lavoro avrebbe tentato di regolarizzare la posizione del 61enne registrandone formalmente l’assunzione con decorrenza dal giorno precedente alla caduta.

Un contributo importante all’accelerazione dell’inchiesta sarebbe arrivato anche dalle testimonianze di alcune persone presenti nel cantiere che, dopo una prima fase di ritrosia, hanno deciso di collaborare con gli investigatori. Gli accertamenti proseguono per definire tutte le responsabilità legate alla morte dell’operaio e alle condotte avvenute nelle ore immediatamente successive all’incidente. 

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