La scoperta di un ordigno bellico risalente alla Seconda guerra mondiale in un cantiere dell’alta velocità nella Piana del Sele ha fatto scattare un complesso piano di sicurezza che coinvolgerà istituzioni, forze dell’ordine e militari.
Nei prossimi giorni verranno infatti predisposte evacuazioni e chiusure temporanee delle principali arterie stradali della zona per consentire agli artificieri dell’Esercito di procedere alle operazioni di bonifica come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Nel giorno stabilito per il disinnesco — data che dovrà essere ancora definita ma che potrebbe cadere tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile — verranno chiuse diverse infrastrutture strategiche. Tra queste l’autostrada A2 del Mediterraneo nel tratto compreso tra gli svincoli di Battipaglia ed Eboli e la strada statale 19 delle Calabrie. Le due arterie rimarranno regolarmente aperte fino al momento dell’intervento, ma saranno interdette alla circolazione per consentire le operazioni in sicurezza.
Il piano prevede anche la temporanea chiusura dello spazio aereo sopra l’area interessata e l’interruzione dei sottoservizi, compresi acqua, energia elettrica e gas. Contestualmente sarà disposto lo sgombero delle persone presenti nella zona individuata dal piano di sicurezza. Tra le strutture coinvolte figura anche una casa di accoglienza per cittadini stranieri che, nel giorno delle operazioni, verranno trasferiti in un’altra struttura.
La macchina organizzativa è stata avviata ufficialmente con una riunione tenutasi in Prefettura a Salerno, durante la quale sono state analizzate le modalità operative per la messa in sicurezza dell’area. All’incontro hanno partecipato rappresentanti dei comuni di Eboli e Battipaglia, i vertici provinciali delle forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la Polizia stradale, i tecnici di Anas e Rete ferroviaria italiana, oltre ai responsabili di Enel e ai militari del 21° Reggimento Genio Guastatori della Brigata bersaglieri “Garibaldi” di Caserta, incaricati dell’intervento.
Nel corso della riunione gli artificieri hanno illustrato le caratteristiche tecniche dell’ordigno e le procedure previste per la bonifica. I comuni interessati sono stati invece incaricati di avviare il censimento delle persone che dovranno lasciare temporaneamente le abitazioni e di predisporre la mappatura dei servizi presenti nell’area.
La bomba è stata individuata in un cantiere ferroviario a poca distanza dalla linea ferroviaria e in prossimità di importanti infrastrutture stradali: circa venti metri dalla statale 19 e quaranta metri dall’autostrada A2. Il ritrovamento è avvenuto durante le attività di scavo legate ai lavori per l’alta velocità ferroviaria affidati da Rfi al consorzio Xenia.
Gli artificieri dell’Esercito valuteranno inizialmente la possibilità di procedere alla rimozione delle spolette presenti sull’ordigno. Qualora l’operazione riuscisse, la bomba verrebbe privata del sistema di innesco e successivamente trasferita in sicurezza in una cava per il brillamento controllato. Se invece le spolette risultassero impossibili da rimuovere a causa della lunga permanenza nel terreno, i militari procederanno con una seconda procedura che prevede lo svuotamento dell’esplosivo direttamente sul posto attraverso tecniche specialistiche.
Secondo le prime stime, le operazioni di disinnesco e messa in sicurezza potrebbero durare fino a dieci ore. Nel frattempo il Comune di Eboli ha predisposto anche un piano di emergenza della protezione civile per accogliere eventuali cittadini evacuati durante le fasi dell’intervento.
Nei prossimi giorni verranno infatti predisposte evacuazioni e chiusure temporanee delle principali arterie stradali della zona per consentire agli artificieri dell’Esercito di procedere alle operazioni di bonifica come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Bomba della Seconda guerra mondiale nel cantiere dell’alta velocità: scatta l'evacuazione
L’ordigno, rinvenuto mercoledì scorso dagli operai della ditta specializzata impegnata nei lavori ferroviari, si trova nell’area industriale di Eboli. Si tratta di una bomba da 250 libbre, pari a circa 113 chilogrammi, di fabbricazione britannica e risalente al periodo del secondo conflitto mondiale. L’area interessata dalle operazioni sarà circoscritta e comprenderà un perimetro di sicurezza di alcune centinaia di metri, all’interno del quale verrà disposta l’evacuazione dei residenti e la sospensione dei principali servizi.Nel giorno stabilito per il disinnesco — data che dovrà essere ancora definita ma che potrebbe cadere tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile — verranno chiuse diverse infrastrutture strategiche. Tra queste l’autostrada A2 del Mediterraneo nel tratto compreso tra gli svincoli di Battipaglia ed Eboli e la strada statale 19 delle Calabrie. Le due arterie rimarranno regolarmente aperte fino al momento dell’intervento, ma saranno interdette alla circolazione per consentire le operazioni in sicurezza.
Il piano prevede anche la temporanea chiusura dello spazio aereo sopra l’area interessata e l’interruzione dei sottoservizi, compresi acqua, energia elettrica e gas. Contestualmente sarà disposto lo sgombero delle persone presenti nella zona individuata dal piano di sicurezza. Tra le strutture coinvolte figura anche una casa di accoglienza per cittadini stranieri che, nel giorno delle operazioni, verranno trasferiti in un’altra struttura.
La macchina organizzativa è stata avviata ufficialmente con una riunione tenutasi in Prefettura a Salerno, durante la quale sono state analizzate le modalità operative per la messa in sicurezza dell’area. All’incontro hanno partecipato rappresentanti dei comuni di Eboli e Battipaglia, i vertici provinciali delle forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la Polizia stradale, i tecnici di Anas e Rete ferroviaria italiana, oltre ai responsabili di Enel e ai militari del 21° Reggimento Genio Guastatori della Brigata bersaglieri “Garibaldi” di Caserta, incaricati dell’intervento.
Nel corso della riunione gli artificieri hanno illustrato le caratteristiche tecniche dell’ordigno e le procedure previste per la bonifica. I comuni interessati sono stati invece incaricati di avviare il censimento delle persone che dovranno lasciare temporaneamente le abitazioni e di predisporre la mappatura dei servizi presenti nell’area.
La bomba è stata individuata in un cantiere ferroviario a poca distanza dalla linea ferroviaria e in prossimità di importanti infrastrutture stradali: circa venti metri dalla statale 19 e quaranta metri dall’autostrada A2. Il ritrovamento è avvenuto durante le attività di scavo legate ai lavori per l’alta velocità ferroviaria affidati da Rfi al consorzio Xenia.
Gli artificieri dell’Esercito valuteranno inizialmente la possibilità di procedere alla rimozione delle spolette presenti sull’ordigno. Qualora l’operazione riuscisse, la bomba verrebbe privata del sistema di innesco e successivamente trasferita in sicurezza in una cava per il brillamento controllato. Se invece le spolette risultassero impossibili da rimuovere a causa della lunga permanenza nel terreno, i militari procederanno con una seconda procedura che prevede lo svuotamento dell’esplosivo direttamente sul posto attraverso tecniche specialistiche.
Secondo le prime stime, le operazioni di disinnesco e messa in sicurezza potrebbero durare fino a dieci ore. Nel frattempo il Comune di Eboli ha predisposto anche un piano di emergenza della protezione civile per accogliere eventuali cittadini evacuati durante le fasi dell’intervento.

