Cronaca

Salerno, Tommasetti critica lo striscione “Qui nessun* è stranier*”: “A scuola meno slogan e più strumenti per l’integrazione”

Carla Castellano
Salerno, Tommasetti critica lo striscione “Qui nessun* è stranier*”: “A scuola meno slogan e più strumenti per l’integrazione”

Il messaggio “Qui nessun è stranier”**, apparso all’Istituto comprensivo Rita Levi Montalcini di Salerno e rilanciato attraverso i canali social della scuola, provoca la reazione di Aurelio Tommasetti, già rettore dell’Università degli Studi di Salerno.

Tommasetti concentra la propria critica sia sul contenuto comunicativo dello striscione sia sull’utilizzo dell’asterisco, sostenendo che un’istituzione scolastica dovrebbe affrontare il tema dell’integrazione attraverso strumenti educativi e non attraverso messaggi che, a suo giudizio, rischiano di assumere una connotazione politica.

Il richiamo all’uso della lingua italiana

L’ex rettore richiama anche le indicazioni fornite dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’utilizzo dell’asterisco e dello schwa nelle comunicazioni ufficiali delle scuole.

Nel marzo 2025 il Ministero ha effettivamente trasmesso agli istituti una nota di chiarimento dedicata all’impiego di questi simboli, richiamando le scuole all’utilizzo della lingua italiana nelle comunicazioni istituzionali.

“Ogni alunno deve sentirsi accolto e rispettato”, afferma Tommasetti, precisando che la propria contestazione non riguarda gli studenti, ma la scelta degli adulti e dell’istituzione di utilizzare e diffondere quel messaggio.

“L’integrazione passa anche dalla conoscenza dell’italiano”

Nel suo intervento Tommasetti pone al centro il tema dell’apprendimento linguistico, sostenendo che la conoscenza dell’italiano sia uno degli strumenti indispensabili per permettere agli studenti stranieri di seguire le lezioni e partecipare pienamente alla vita scolastica.

Secondo l’ex rettore, l’accoglienza dovrebbe quindi essere accompagnata da sostegno linguistico, percorsi educativi e interventi capaci di favorire concretamente l’integrazione, evitando che gli studenti rimangano isolati o incontrino difficoltà nel percorso didattico.

Il ministro Giuseppe Valditara ha più volte indicato il rispetto delle differenze e della dignità di ogni persona tra i compiti educativi della scuola, insieme alla necessità di favorire una reale partecipazione degli studenti alla comunità scolastica. 

Tommasetti: “Le scelte del Ministero si possono discutere”

Tommasetti conclude chiedendo che l’eventuale confronto sulle politiche scolastiche venga condotto sul terreno del merito e del rispetto istituzionale.

A suo giudizio, l’autonomia delle scuole comporta anche una responsabilità nel modo in cui vengono comunicati messaggi su temi sensibili come integrazione e inclusione.

“Le scelte del Ministero possono essere discusse ma con rigore e rispetto istituzionale”, sostiene. La posizione espressa da Tommasetti è quindi quella di privilegiare interventi educativi concreti e strumenti linguistici rispetto a formule comunicative che considera divisive.

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