Mariconda rinnova il suo abbraccio alla memoria di Anna Borsa, la giovane donna uccisa il primo marzo 2022 a Pontecagnano, trasformando ancora una volta il dolore in testimonianza, impegno e comunità.
Si è conclusa con un bilancio fortemente positivo la seconda edizione della rassegna “La vita è donna. Mariconda ricorda Anna Borsa”, ospitata negli spazi adiacenti alla Parrocchia dei Santissimi Rosario di Pompei.
L’iniziativa, promossa dall’associazione omonima fondata nel 2024 e presieduta da Vincenzo Borsa, fratello di Anna, ha confermato il suo valore sociale, umano e culturale, riuscendo a coinvolgere istituzioni, associazioni, famiglie, artisti e cittadini.
Il quartiere dell’infanzia di Anna al centro della memoria
La scelta di tenere la manifestazione proprio a Mariconda non è casuale. Il quartiere rappresenta il luogo dell’infanzia di Anna e, per questo, diventa spazio simbolico di ricordo e responsabilità collettiva.
La tre giorni, realizzata con il patrocinio del Comune di Salerno e con la collaborazione del Comitato di Quartiere guidato da Vincenzo Cilento e del parroco don Antonio Pitetto, ha voluto ribadire un messaggio chiaro: la memoria non deve restare ferma al dolore, ma diventare azione concreta contro la violenza sulle donne.
Istituzioni, associazioni e centro antiviolenza
La rassegna ha alternato momenti di riflessione, confronto e partecipazione pubblica. Sul palco, con la conduzione di Rossella Graziuso e Clemente Donadio, si sono susseguiti interventi dedicati alla prevenzione della violenza di genere, al sostegno alle vittime e alla necessità di costruire reti territoriali più forti.
Tra i presenti, don Antonio Pitetto, l’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Salerno Paola De Roberto, il consigliere comunale Fabio Polverino e la senatrice Anna Bilotti.
Spazio anche agli interventi di Erminia Maiorino e Michela Masucci, rispettivamente attuale ed ex responsabile del Centro Antiviolenza intitolato proprio ad Anna Borsa.
Supporto psicologico, tutela legale e solidarietà
Il confronto è stato arricchito dai contributi della psicologa Loredana Otranto e dell’avvocata Stefania De Martino, legale della famiglia Borsa, che hanno posto l’attenzione sull’importanza dell’ascolto, della protezione e dell’accompagnamento delle donne vittime di violenza.
Alla manifestazione hanno preso parte anche Susy Rega dell’associazione Donne in moto e Marco Rago di Donation Italia, contribuendo ad allargare il messaggio della rassegna ai temi della solidarietà e dell’impegno civile.
Particolarmente toccante anche la testimonianza dei genitori della piccola Tiffany, bambina affetta da paralisi ostetrica, insieme alla partecipazione di Luca Tenaglia, reduce dal riconoscimento ricevuto al Gran Galà dell’Unicità 2026.
Danza, musica e partecipazione popolare
Accanto ai momenti di dibattito, la rassegna ha saputo coinvolgere il quartiere attraverso un programma ricco di spettacoli, musica, danza e attività per i più piccoli.
L’area giochi, con gonfiabili e animazione curata dai volontari, ha permesso alle famiglie di vivere la manifestazione come un momento di aggregazione e condivisione.
Sul palco si sono alternate numerose realtà artistiche del territorio: Orly Group Dance di Orlando Maresca, Scuola Dance Evolution 2.0 di Annamaria Gallo, Fitness Latino Dance di Max e Stefy Citro, Movimento Latino di Anna Pierno e Giuseppe Romano, Premuda Dance Studio di Samuele Grimaldi e Dancesport Studio di Jessica Pellegrino.
Non sono mancati gli interventi musicali di artisti locali come Antonio Mogavero, in arte Smog, Angela Raffaela Di Santi, Chiara Barone, Carmine Landi, in arte Karma, Giada Gioviale ed Elba e Mel.
Il ricordo di Anna come faro per tutte le donne
La seconda edizione di “La vita è donna” si è chiusa confermandosi molto più di una rassegna commemorativa. È stata un momento di raccoglimento collettivo, ma anche un’occasione per parlare di prevenzione, coraggio, inclusione e responsabilità.
Mariconda ha scelto ancora una volta di custodire il nome di Anna Borsa non solo attraverso il ricordo, ma attraverso un messaggio vivo: nessuna donna deve essere lasciata sola, nessuna storia di violenza deve essere dimenticata, nessuna comunità può restare indifferente.

