Riduzione dei tempi di accesso agli specialisti, prescrizioni più appropriate e un maggiore coordinamento tra i reparti: questi alcuni dei risultati ottenuti grazie al progetto ALLIANCE tra Pagani e Nocera Inferiore.
Il progetto ha coinvolto l’ambulatorio di Ematologia del P.O. "Andrea Tortora" di Pagani e il Centro Trasfusionale del P.O. "Umberto I" di Nocera Inferiore, grazie al lavoro congiunto del Dott. Catello Califano, della Dott.ssa Maria Di Perna e del Dott. Carmine Oricchio. L’obiettivo principale è stato migliorare l’organizzazione dell’assistenza sanitaria e potenziare il collegamento tra ospedali e territorio.
I risultati dimostrano un’effettiva evoluzione nel trattamento dei pazienti. I tempi di accesso agli ematologi sono stati ridotti da 18 a 16 mesi, mentre il numero di invii non appropriati da parte dei medici di base verso gli specialisti è sceso del 17%. Inoltre, un migliore legame con il territorio ha portato a un incremento dell’11% nelle prescrizioni corrette effettuate dai medici di medicina generale. Il coordinamento tra l’Ematologia e il Centro Trasfusionale è notevolmente migliorato, con una crescita del 50% nei reinvii appropriati tra i due reparti.
Questi progressi sono stati resi possibili grazie all’introduzione di strumenti pratici destinati a ottimizzare la comunicazione e l’organizzazione del percorso di cura. Tra le principali novità figurano una lettera informativa per i medici di base contenente una checklist degli esami rilevanti, materiali formativi per i pazienti e i loro caregiver, e un protocollo operativo condiviso. Quest’ultimo ha definito chiaramente i criteri per accedere alle procedure di salasso e il sistema di reinvio tra l’ambulatorio e il Centro Trasfusionale, contribuendo a standardizzare le pratiche cliniche e migliorare l’efficacia delle operazioni tra i reparti coinvolti.
La qualità della vita dei pazienti è stata a sua volta influenzata positivamente: oggi possono contare su informazioni più dettagliate, strumenti di supporto personalizzati e procedure assistenziali più accessibili e ben definite.
Il Direttore Generale, ing. Gennaro Sosto, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa affermando che i risultati ottenuti testimoniano come un approccio strutturato, basato sulla collaborazione interdisciplinare, sull’integrazione territoriale e su protocolli condivisi, possa portare benefici significativi sia per i pazienti che per i professionisti della sanità. Questo modello potrebbe presto essere replicato con successo in altre realtà sanitarie.
Policitemia Vera: successi dal progetto ALLIANCE tra Pagani e Nocera Inferiore
Riduzione dei tempi di accesso agli specialisti, prescrizioni più appropriate e un maggiore coordinamento tra i reparti. Questi sono alcuni dei principali risultati ottenuti attraverso il progetto ALLIANCE, promosso dall’ASL di Salerno in collaborazione con BIP e Novartis. L’iniziativa è finalizzata a ottimizzare il percorso di cura per i pazienti affetti da Policitemia Vera (PV), una rara patologia del sangue che richiede monitoraggi costanti e una stretta interazione tra diverse figure mediche.Il progetto ha coinvolto l’ambulatorio di Ematologia del P.O. "Andrea Tortora" di Pagani e il Centro Trasfusionale del P.O. "Umberto I" di Nocera Inferiore, grazie al lavoro congiunto del Dott. Catello Califano, della Dott.ssa Maria Di Perna e del Dott. Carmine Oricchio. L’obiettivo principale è stato migliorare l’organizzazione dell’assistenza sanitaria e potenziare il collegamento tra ospedali e territorio.
I risultati dimostrano un’effettiva evoluzione nel trattamento dei pazienti. I tempi di accesso agli ematologi sono stati ridotti da 18 a 16 mesi, mentre il numero di invii non appropriati da parte dei medici di base verso gli specialisti è sceso del 17%. Inoltre, un migliore legame con il territorio ha portato a un incremento dell’11% nelle prescrizioni corrette effettuate dai medici di medicina generale. Il coordinamento tra l’Ematologia e il Centro Trasfusionale è notevolmente migliorato, con una crescita del 50% nei reinvii appropriati tra i due reparti.
Questi progressi sono stati resi possibili grazie all’introduzione di strumenti pratici destinati a ottimizzare la comunicazione e l’organizzazione del percorso di cura. Tra le principali novità figurano una lettera informativa per i medici di base contenente una checklist degli esami rilevanti, materiali formativi per i pazienti e i loro caregiver, e un protocollo operativo condiviso. Quest’ultimo ha definito chiaramente i criteri per accedere alle procedure di salasso e il sistema di reinvio tra l’ambulatorio e il Centro Trasfusionale, contribuendo a standardizzare le pratiche cliniche e migliorare l’efficacia delle operazioni tra i reparti coinvolti.
La qualità della vita dei pazienti è stata a sua volta influenzata positivamente: oggi possono contare su informazioni più dettagliate, strumenti di supporto personalizzati e procedure assistenziali più accessibili e ben definite.
Il Direttore Generale, ing. Gennaro Sosto, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa affermando che i risultati ottenuti testimoniano come un approccio strutturato, basato sulla collaborazione interdisciplinare, sull’integrazione territoriale e su protocolli condivisi, possa portare benefici significativi sia per i pazienti che per i professionisti della sanità. Questo modello potrebbe presto essere replicato con successo in altre realtà sanitarie.

