Parte da Agropoli il nuovo percorso promosso dal Gal Pesca Magna Graecia ATS dedicato alla sostenibilità ambientale, alla salvaguardia dell’ecosistema marino e al futuro delle comunità costiere.
Il primo appuntamento è in programma mercoledì 2 settembre, alle ore 11, presso il Palazzo Civico delle Arti. L’incontro avrà come tema “Sensibilizzazione sulla fragilità dell’ambiente marino” e aprirà un ciclo di confronti pensato per coinvolgere istituzioni, operatori della pesca, università e realtà territoriali.
Ambiente marino e futuro della pesca
Al centro dell’iniziativa ci sarà il valore del mare come risorsa ambientale, economica e sociale. La tutela degli equilibri marini, infatti, riguarda da vicino non solo la biodiversità, ma anche il futuro della pesca e delle filiere legate alle comunità costiere.
A sottolinearlo è Marco Rizzo, sindaco di Castellabate e presidente del Gal Pesca Magna Graecia: "Parlare di ambiente significa parlare anche del futuro della pesca. La qualità e la salute del mare sono direttamente legate alla possibilità di mantenere viva una filiera che rappresenta una componente importante del tessuto economico e sociale delle nostre comunità costiere".
I partecipanti all’incontro
All’appuntamento prenderanno parte il sindaco di Agropoli e consigliere provinciale Roberto Mutalipassi, il sindaco di Castellabate e presidente del Gal Marco Rizzo, la vicesindaco di Agropoli con delega all’Ambiente Rosa Lampasona, l’assessore al Mare, Porto, Demanio e Patrimonio di Agropoli Giuseppe Di Filippo e l’assessore all’Ambiente di Castellabate Nicoletta Guariglia.
Interverranno anche il direttore del Gal Luca Cerretani e Mariarosaria Villani, professoressa associata dell’Università degli Studi di Salerno. Le conclusioni saranno affidate all’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Angelica Saggese.
Un percorso condiviso con il territorio
Il Gal Pesca Magna Graecia si propone come luogo di confronto pubblico-privato, dove istituzioni e operatori possano costruire insieme strategie per il futuro.
Per Rizzo, il contributo dei pescatori resta centrale: sono loro a vivere quotidianamente il mare e a percepirne cambiamenti, criticità e trasformazioni.

