Il mondo dello sport e l'Italia intera piangono la scomparsa di Alessandro Zanardi, morto improvvisamente nella serata del 1° maggio. Ad annunciarlo è stata la famiglia con una nota colma di dolore, precisando che il campione si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari, a pochi mesi dal compimento del suo sessantesimo compleanno.
Il destino lo aveva colpito nuovamente nel 2020 durante una staffetta di beneficenza in Toscana, dove lo scontro con un camion lo aveva costretto a un lunghissimo e complesso percorso di riabilitazione. Icona di speranza e forza di volontà, Alex Zanardi lascia un vuoto incolmabile, ma anche un’eredità morale immensa che va ben oltre i circuiti e le piste ciclabili. La famiglia ha chiesto il massimo rispetto per la privacy in questo momento di lutto, rimandando a una fase successiva le informazioni riguardanti le esequie.
Addio ad Alex Zanardi
La parabola di Zanardi resta una delle più straordinarie testimonianze di resilienza della storia sportiva moderna. Dopo una brillante carriera nell'automobilismo, che lo aveva visto protagonista in Formula 1 con scuderie come Jordan, Lotus e Williams, la sua vita era cambiata per sempre nel 2001 a causa del terribile incidente sul circuito del Lausitzring, costatogli l'amputazione di entrambe le gambe. Lontano dall'arrendersi, Alex aveva iniziato una "seconda vita" nel paraciclismo, diventando una leggenda globale capace di conquistare quattro ori e due argenti olimpici tra Londra 2012 e Rio 2016.Il destino lo aveva colpito nuovamente nel 2020 durante una staffetta di beneficenza in Toscana, dove lo scontro con un camion lo aveva costretto a un lunghissimo e complesso percorso di riabilitazione. Icona di speranza e forza di volontà, Alex Zanardi lascia un vuoto incolmabile, ma anche un’eredità morale immensa che va ben oltre i circuiti e le piste ciclabili. La famiglia ha chiesto il massimo rispetto per la privacy in questo momento di lutto, rimandando a una fase successiva le informazioni riguardanti le esequie.

