Valle dell’Irno, errore tariffe Gori: lo pagano i cittadini in bolletta

GORI: errore di conti. Ma tocca pagare ai cittadini In questi giorni molte famiglie della Valle dell’Irno stanno ricevendo dalla Gori, società che gestisce il servizio idrico, delle fatture relative a recuperi tariffari degli anni 2006-2011, indicati in bolletta con la voce “Recupero partite pregresse ante 2012” (Repp), destinate a tutti gli utenti che usufruiscono […]

GORI: errore di conti. Ma tocca pagare ai cittadini
In questi giorni molte famiglie della Valle dell’Irno stanno ricevendo dalla Gori, società che gestisce il servizio idrico, delle fatture relative a recuperi tariffari degli anni 2006-2011, indicati in bolletta con la voce “Recupero partite pregresse ante 2012” (Repp), destinate a tutti gli utenti che usufruiscono del servizio dal 2012. In questo modo alle utenze viene richiesto un’integrazione delle bollette relative all’intervallo di tempo che va dal 2006 al 2011 per recuperare la copertura dei costi di gestione che in quel periodo non sono stati assicurati per delle inadeguate tariffe deliberate dall’Assemblea dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, facendo così accumulare alla Gori ben 138,6 milioni di euro, diventati 109 milioni grazie ad un accordo con la Regione. Questo errore dovrà essere pagato dai cittadini che si sono visti arrivare una fattura separata dalle bollette ordinarie, contenente l’esatto importo del conguaglio ed una lettera esplicativa sulla natura di tale addebito.

«L’importo dei recuperi è stato deliberato dall’Ente d’Ambito già nell’ottobre 2012 – precisano dalla Gori – Quindi, ai sensi dell’articolo 31 della Delibera n.643/2013/R/IDR dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas ed il Sistema Idrico, il Commissario Straordinario dell’Ente d’Ambito lo scorso giugno ha quantificato l’importo delle partite pregresse relative al periodo precedente l’anno 2012, stabilendone il recupero in 4 quote annuali. Più precisamente, il 50% dell’importo complessivo sarà fatturato in un’unica soluzione ed addebitato in questi giorni, mentre il restante 50% sarà suddiviso negli anni 2015, 2016, 2017».

Nonostante le possibilità di rateizzazione e le previste agevolazioni di pagamento per le famiglie più disagiate, sono subito partite le proteste dei cittadini che dichiarano illegittime tali richieste di pagamento in quanto non è chiarito il metodo di calcolo degli importi da integrare e soprattutto non vogliono pagare per errori dipesi da altri. Lunghissime le code di lamentele presso gli uffici della Gori ubicati in via Amato, nella frazione Sant’Angelo di Mercato San Severino.

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