Università di Salerno: meno iscritti, più agevolazioni per gli studenti

Una delle novità è il taglio, per i meno abbienti, della tassa per il diritto allo studio. Un tributo a cui sono tenuti gli iscritti agli atenei campani

unisa

La Regione approva la programmazione annuale degli interventi per il diritto allo studio, sulla quale investe 23,5 milioni di fondi europei (70 nel triennio 2018-2020). Nella delibera ci sono aumenti agli importi delle borse e una sforbiciata alla tassa per il diritto allo studio e ad alcune tariffe per i servizi. Tra i dati di contesto emerge una crescita delle borse di studio all’università di Salerno, pur a fronte di un calo degli iscritti. E al conservatorio Giuseppe Martucci si registra il primato regionale nei sussidi agli studenti.

Sull’iter delle circa 16.000 borse di studio incombe l’impegno del governatore Vincenzo De Luca, che a maggio aveva annunciato il pagamento delle somme entro l’anno accademico in corso, per la prima volta. Tra le misure previste, il Fondo per il rimborso spese di fotocopiatura (100.000 euro), le cui modalità di accesso saranno disciplinate da una delibera dell’Adisurc.

Il taglio della tassa per il diritto allo studio

Una delle novità è il taglio, per i meno abbienti, della tassa per il diritto allo studio. Un tributo proprio della Regione a cui sono tenuti tutti gli iscritti agli atenei campani. Se per quest’anno accademico il balzello ammonta a 140 euro, dal prossimo entrerà in vigore la rideterminazione in tre fasce (120,140,160 euro), commisurate al reddito.

Borse di studio

Riguardo alle borse di studio, gli importi vedono un ritocco in alto, grazie all’innalzamento della soglia massima di reddito (da 20.000 a 20.220 euro).

Pertanto, chi rientra nella fascia reddituale più elevata, percepirà 4.424 euro se è un fuori sede; 2.312 se è un pendolare; 1.410 se viceversa è in sede; se rientra nella soglia 8/9 del reddito massimo (17.970, euro), gli verranno erogati rispettivamente 4.677, 2.494 o 1.592 euro; chi ha un reddito entro i 7/9 della soglia (15.730 euro): 4.930, 2.676 e 1.774 euro; a chi non supera i 2/3 del tetto (13.480 euro) andranno 5.182, 2.858 o 1.956. Tra gli interventi, un posto di rilievo lo occupano anche il servizio abitativo e la ristorazione. Ma non vanno trascurati il sostegno alla mobilità internazionale, quelli in favore degli studenti disabili e la spesa per il materiale didattico.

A Salerno aumentano gli idonei e i posti alloggio

All’università di Salerno aumentano gli idonei alle borse di studio al 31 dicembre 2017 (4.964) rispetto alla stessa data dell’anno prima (3.862). Appena un migliaio in meno della Federico II (5.952), primatista in Campania. Il dato salernitano si conferma al 30 aprile 2018, nonostante una lieve decrescita (4.949). Ma i veri boom sono nel numero di borse concesse, che passano da 1.326 a 4.949 (a importo pieno da 1.049 a 3.872); nei posti alloggio, saliti da 154 a 317. Tra gli idonei, lo zoccolo duro sono i 4.276 pendolari (3.282 l’anno prima); i fuori sede salgono da 319 a 381; quelli in sede da 261 a 307; gli studenti dai paesi poveri da 2 a 3.

Conservatorio Martucci al top

Il Giuseppe Martucci di Salerno è il conservatorio che eroga più borse di studio in Campania: sono 76 (2 fuori sede, 69 pendolari, 5 in sede) al 31 dicembre 2017 e 65 al 30 aprile.

Servizio abitativo

Nel capitolo sul servizio abitativo si stabilisce che il Cda dell’Adisruc determini annualmente le tariffe dei servizi in conformità ai principi della legge regionale di riforma del 2016, tenendo conto degli indirizzi e delle tariffazioni minime indicati nella programmazione.

Costi che, nel prossimo anno accademico, possono essere ridotti: vanno da un minimo di 210 euro (sono 260 nel 2017-18) ad un massimo di 260 euro mensili per 10 mesi (5 mesi per i candidati iscritti ad “ulteriore semestre”), per un posto letto dello standard ottimale offerto (stanza singola; stanza con servizi in camera; residenza ubicata a distanza adeguata dalla sede universitaria); da 160 a 200 euro mensili per 10 mesi (5 mesi per gli iscritti ad “ulteriore semestre”) per un posto letto non rientrante nello standard ottimale offerto (stanza doppia; stanza senza servizi in camera; residenza distante dalla sede universitaria).

Ristorazione

Altro tema centrale è la ristorazione. La voce comprende, per gli studenti fuori sede, la spesa relativa a due pasti giornalieri nelle mense universitarie, in strutture convenzionate o per mangiare a casa; per gli studenti in sede e pendolari, la spesa per un pasto giornaliero.

Le tariffe applicabili sono articolate secondo due macrocategorie di appartenenza. Fanno parte della prima tutti gli studenti più svantaggiati, che sono nelle condizioni di reddito e di merito per accedere mediante concorsi a benefici a domanda individuale. Ma anche gli allievi apolidi, rifugiati politici o provenienti da Stati poveri.

Per loro restano invariate i prezzi per l’anno in corso (2 euro per un pasto tradizionale e 1,50 per uno alternativo, come fast- food o cestino). Confermate anche le tariffe per gli studenti della seconda categoria, costituita da chiunque non rientri nella prima: 3 euro per un pasto tradizionale e 2,50 per quello alternativo.

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