Unione dei centri dell’Irto, i sindaci ora si dividono

Fino al 1810, anno in cui vennero istituiti gli attuali Comuni, c’era lo “Stato” di San Severino, che comprendeva gli attuali Comuni di Mercato San Severino, Baronissi, Fisciano e Calvanico. Ma l’idea di dar vita ad un’unico grande Comune della Valle dell’Irno, non è mai scomparsa del tutto. Il là alla ripresa del discorso, lo […]

Fino al 1810, anno in cui vennero istituiti gli attuali Comuni, c’era lo “Stato” di San Severino, che comprendeva gli attuali Comuni di Mercato San Severino, Baronissi, Fisciano e Calvanico. Ma l’idea di dar vita ad un’unico grande Comune della Valle dell’Irno, non è mai scomparsa del tutto.

Il là alla ripresa del discorso, lo offre la recente dichiarazione di Carlo Cottarelli, Commissario alla spending review, il quale ha detto che «gli ottomila Comuni italiani sono troppi. Bisognerebbe pensare ad una riduzione che renda più facile il coordinamento». L’anno scorso, i vicini Comuni di Montoro Inferiore e Montoro Superiore (Avellino), si sono uniti con un referendum popolare.

Se l’ipotesi diventasse realtà con la nascita dell’unica città della Valle dell’Irno, si formerebbe un Ente locale di notevole estensione territoriale, con una popolazione residente di 75mila abitanti circa, capace di beneficiare di considerevoli finanziamenti pubblici. Negli ultimi anni, per la Valle dell’Irno, si discute di “area vasta” alle porte di Salerno.

Favorevoli all’ipotesi del Comune unico, sono i sindaci di Fisciano, Baronissi e Pellezzano, rispettivamente Tommaso Amabile, Gianfranco Valiante e Giuseppe Pisapia.

«Sono favorevole – dichiara Amabile -, otterremmo servizi più efficienti».

«Anch’io – dice Valiante – sono d’accordo. Abbiamo già “l’Unione dei Comuni” dell’Irno che, però, non è mai decollata».

«Condivido l’idea – prosegue Pisapia -, ma penso che sia di difficile attuazione. Il discorso può essere più realizzabile per i Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, i nostri sono più grandi. In alternativa, si potrebbe creare l’«area vasta» o far diventare operativa l’Unione dei Comuni».

Contrari sono Antonio Rescigno e Franco Gismondi, sindaci di Bracigliano e Calvanico: «Ci opponiamo – dicono – perché ogni Comune ha una propria identità. Meglio l’unione dei servizi, come scuole, polizie locali, smaltimento dei rifiuti. Si può risparmiare in altri settori».

Attendista è Giovanni Romano di Mercato San Severino: «Occorre attendere – dice – e sapere cosa davvero il Governo intende fare. La materia è complessa e presenta profili di costituzionalità da approfondire solo dopo una proposta che al momento non c’è».

Di un argomento si è dibattuto, appena qualche giorno fa, a proposito dell’unità di Nocera Inferiore e Nocera Superiore. Anche in quel le opinioni su una possibile fusione sono state discordanti e anche di molto.

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