Turismo, niente più soldi per i santuari: la denuncia di M5s

Con delibera del 12 luglio 2017, la giunta De Luca annunciava lo stanziamento di un milione di euro per interventi di promozione del turismo religioso e di valorizzazione dei Santuari della Campania

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“Con una mano dà, con un’altra rimette tutto in cassa.

È il metodo De Luca, squisitamente elettorale, che dopo essersi distratto sul finanziamento di un nuovo parco auto blu, tornando sui suoi passi e addossando tutta la colpa su un suo dirigente, oggi ritira uno stanziamento annunciato appena sei mesi fa.

Con delibera del 12 luglio 2017, la giunta De Luca annunciava lo stanziamento di un milione di euro per interventi di promozione del turismo religioso e di valorizzazione dei Santuari della Campania.

Dando così vita a un “bando a sportello”, con beneficiari enti ecclesiastici ed enti proprietari dei beni.

Dopo una procedura che ha portato alla selezione di destinatari e ad aspettative di un indotto che sarebbe stato impiegato per le opere previste dal progetto, ecco innestare la retromarcia.

È di oggi una delibera che revoca quella del 12 luglio con una singolare motivazione. Il bando, letteralmente, ‘non consente una valutazione qualitativa dei progetti’”.

È la denuncia del capogruppo M5S in Consiglio regionale e segretario della Commissione Bilancio Gennaro Saiello.

Niente più soldi per i santuari: la denuncia

“Un paradosso – sottolinea Saiello – che si amplifica alla luce di un recente annuncio.

È di appena sette giorni fa, in pompa magna, il proclama affidato alla voce del fido consigliere regionale Erasmo Mortaruolo.

Da qualificato megafono del governatore, il 10 gennaio scorso Mortaruolo ha annunciato lo stanziamento di 1,8 milioni di euro per interventi di riqualificazione, restauro conservativo e valorizzazione di immobili di valenza storico-culturale nonché dei luoghi di culto del Comune di Pietrelcina.

Dunque, i soldi ci sono, ma non per tutti.

Per De Luca ci sarebbero Santi e Santuari di serie A e di serie B. E la parola amen che cala su quanti, tra imprese, tecnici specializzati, operai, albergatori e operatori turistici, vedevano nel progetto il via a un’operazione di rilancio per il turismo religioso su gran parte del territorio regionale”.

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