Truffa all’Inps, il Presidente della Paganese si difende: «Ero in carcere»

PAGANI. Hanno parlato per quasi due ore Raffaele e Antonio Trapani. Il presidente della Paganese e suo fratello, difesi e assistiti dagli avvocati Giovanni Annunziata e Bonaventura Carrara, hanno sostenuto ieri mattina gli interrogatori di garanzia davanti al gip Alfonso Scermino. I due hanno fornito spiegazioni e chiarimenti su tutto: dai contatti con le altre […]

PAGANI. Hanno parlato per quasi due ore Raffaele e Antonio Trapani. Il presidente della Paganese e suo fratello, difesi e assistiti dagli avvocati Giovanni Annunziata e Bonaventura Carrara, hanno sostenuto ieri mattina gli interrogatori di garanzia davanti al gip Alfonso Scermino. I due hanno fornito spiegazioni e chiarimenti su tutto: dai contatti con le altre ditte alla posizione dei lavoratori, fornendo a riguardo un’ampia documentazione. Pochi giorni fa, entrambi erano stati raggiunti da una misura cautelare ai domiciliari, scaturita dal nuovo filone investigativo legato alla maxi inchiesta «Mastrolindo». La procura gli contesta il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dell’Inps.
Secondo le indagini, i due fratelli avrebbero intascato indebitamente fondi dall’ente previdenziale per aver effettuato una serie di false assunzioni attraverso una società di servizi, la Global Service intestata a Raffaele Trapani, con l’ausilio di due società cartiere, che sarebbero però risultate inesistenti.
«Il mio cliente – dice l’avvocato Giovanni Annunziata – ha risposto in maniera serena a tutte le domande. Buona parte delle contestazioni a lui addebitate riguardano un periodo (dal luglio 2011 al marzo 2012) durante il quale lo stesso si trovava in carcere per fatti, per i quali è stato poi assolto. Riteniamo che il presidente Trapani non avrebbe potuto avere interessi diversi dalla sua azienda. La Global è un fiore all’occhiello per il comprensorio, produce reddito e ha sempre pagato regolarmente le tasse».

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