Tagli cesarei in Campania: “Si sono ridotti”

 In una nota stampa di recente pubblicazione il capogruppo di Campania Libera-PSI-Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ha annunciato la riduzione del numero di tagli cesarei ingiustificati nella regione Campania.

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SALERNO. In una nota stampa di recente pubblicazione il capogruppo di Campania Libera-PSI-Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ha annunciato la riduzione del numero di tagli cesarei ingiustificati nella regione Campania.

Una riduzione che il capogruppo ha visto dimostrata dopo il suo sopralluogo, avvenuto questa mattina, a Villa Cinzia di Soccavo che all’inizio del 2016 effettuava oltre il 90% di tagli cesarei con il record europeo e alla fine del 2017 sulle donne al primo parto sono scesi al 50%.

Riduzione numero tagli cesarei in Campania, le dichiarazioni di Borrelli

“Dopo la nostra denuncia, sostenuta con grande forza dal Presidente Vincenzo De Luca sull’abuso ingiustificato del ricorso ai parti cesarei, testimoniato anche dai dati dell’Unione Europea che vedevano la Campania come regione con la più alta percentuale di tagli cesarei in Europa con punte del 90% in alcune strutture, in pochi mesi abbiamo visto ridursi questo fenomeno in modo consistente nel 2017.

Alcune strutture private convenzionate hanno presentato dati nuovi che testimoniano come il rapporto tra parti cesarei e nascite spontanee sia passato da un rapporto 7 a 3 per i primi ad una sostanziale parità.

Il timore di perdere le convenzioni e l’inconsistenza dei dati di quei medici che sostenevano l’uso selvaggio del taglio cesareo hanno prodotto un risultato impensabile fino a poco fa riducendo notevolmente anche le spese per la sanità campana.

Infatti il taglio cesareo visto che è un vero e proprio intervento chirurgico costa il doppia al sistema sanitario regionale rispetto al parto naturale e rappresenta una vera comodità per i ginecologi che possono programmare senza fastidi la nascita dei bambini.

Ritengo che questa netta inversione di tendenza sia una prima grande vittoria anche se proseguiremo la nostra campagna affinché i numeri rientrino a pieno nella media delle classifiche europee.

E’ una questione di tutela dell’incolumità delle partorienti e dei loro bimbi, ma anche un punto alle speculazioni economiche che negli anni scorsi hanno aggravato non poco la spesa sanitaria della regione”.

I primi dati

http://www.occhiodisalerno.it/parti-cesarei-campania/

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