Supplente ma senza il diploma, la truffa della finta professoressa

Avrebbe dichiarato di possedere i requisiti per poter presentare domanda per l’inserimento nelle graduatorie provinciali di III fascia

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Dichiara di avere titoli per l’insegnamento e per svolgere servizio di supplenza, riuscendo poi ad ottenere il posto e lo stipendio. Ma secondo la procura di Nocera Inferiore avrebbe mentito.

È finita a processo per truffa e falso in atto pubblico M.A., una 57enne mandata a giudizio per aver dichiarato il falso con l’obiettivo di poter essere inserita nelle graduatorie e contestualmente, di poter insegnare presso istituti scolastici.

La donna, secondo indagini condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Caserta, sezione polizia tributaria, avrebbe ottenuto il lavoro indebitamente.

Avrebbe dichiarato di possedere i requisiti per poter presentare domanda per l’inserimento nelle graduatorie provinciali di III fascia.

A riguardo, aveva scritto di essere stata in possesso di un diploma di maturità professionale di analisi contabile, mai conseguito, e di aver svolto servizio presso due scuole, l’Ipsia Giovanni Paolo II di Maratea e Iisis Miraglia di Lauria. Non solo, nel resto della documentazione la donna attestò di avere i titoli per l’insegnamento, a loro volta validi per il conseguimento di un punteggio idoneo all’ottenimento dell’incarico di supplenza.

Entrambi i reati furono commessi a San Marzano sul Sarno. In questo modo, la donna sarebbe riuscita ad ingannare il personale addetto agli uffici periferici dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.

Circostanza che le avrebbe poi permesso di ottenere più incarichi di insegnamento presso diversi istituti, pur non avendo alcun requisito. I fatti rientrano in un periodo che va dal 2001 al 2012.

La donna sarebbe riuscita a guadagnare una cifra vicina a quasi 200mila euro.

Fonte il Mattino

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