Stazione Marittima, Salerno presenta la mostra di Massimo Sansavini

SALERNO. «Salerno è stato sempre crocevia di popoli e culture», si evince dal racconto presente all’interno del depliant di questo straordinario evento made in Salerno, è come dargli torto, del resto si sa che, la Città di Salerno è divenuta nel corso di quest’ultimo decennio, un “porto franco” di intrattenimento, turismo, innovazione e soprattutto della sana […]

SALERNO. «Salerno è stato sempre crocevia di popoli e culture», si evince dal racconto presente all’interno del depliant di questo straordinario evento made in Salerno, è come dargli torto, del resto si sa che, la Città di Salerno è divenuta nel corso di quest’ultimo decennio, un “porto franco” di intrattenimento, turismo, innovazione e soprattutto della sana cultura che irradia le giovani generazioni e favorisce il sacro binomio del rispetto delle diversità e quello per il territorio che affonda le proprie radici nel fiume Irno.

Quando si parla di Salerno, si racconta la storia di un popolo di mare, con tradizioni vive, le case strette a case e i residenti avvolti dall’accogliente e amorevole ombra del Castello. Per il Capoluogo, le relazioni e gli scambi culturali sono sempre stati un tema chiave per questa comunità, che non sarebbe tale se non riuscisse nel tempo a condividere le proprie origini con tutto il resto del mondo. Nel corso del tempo, opere architettoniche di sublime livello, hanno consentito a Salerno di mantenere salda la propria identità, una di queste è la Stazione Marittima.

Figlia dell’architetto recentemente deceduto Zaha Haddid, la Stazione Marittima non rappresenta per i salernitani un mero accessorio atto a favorire turismo, esso è un simbolo, un trampolino di lancio che consente a Salerno di divenire uno straordinario esempio di accoglienza per l’intero globo. In epoche buie, fatte di incertezze e difficoltà relazionali, «la speranza spinge a tante persone sfortunate, vittime di violenza e povertà insostenibili, ad abbandonare la propria terra alla ricerca di un futuro migliore. Salerno è una reale destinazione di sbarco di migranti soccorsi nel canale di Sicilia – si evince da una nota del primo cittadino Enzo Napoli presente all’interno del depliant -. La nostra città ha accolto e continuerà ad accogliere adulti e bambini».

Salerno è un faro che illumina il cuore di tanti, per molti (salernitani e non) rappresenta una luce raggiante capace di offuscare con veemenza e nonchalance, anche le tenebre più oscure. E cavalcando così questa onda fatta di unione e armonia, il professor Nello Arionte è orgoglioso di presentare ai cittadini di Salerno, per la prima volta in Sud Italia, le divine gesta artistiche del talento Massimo Sansavini, che esprimerà il suo magistrale estro, in una mostra dedicata al fenomeno dell’immigrazione.

La mostra è racchiusa in un “quadro” sotteso al “Touroperator”, che ha permesso al maestro Sansavini, di intraprendere un viaggio nel tempo, sino a giungere alle più strazianti e toccanti tragedie avvenute nel mediterraneo. Gli orari di apertura per ammirare questi capolavori assoluti, sono i seguenti: dal lunedì al venerdì, dalle ore 7:30 alle ore 14:00, da Sabato a Domenica, dalle ore 7:30 alle ore 14:00 e dalle ore 18:00 alle ore 22:00. L’ingresso è gratuito.

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