Settore pubblico e lavoro a Salerno: calo generale. Ma c’è una sorpresa

Generale il calo dei posti di lavoro e della presenza dei servizi sul territorio. Stranamente, le aziende sanitarie sono in numero maggiore rispetto al 2001. Questa la sintesi dei dati che la Camera di Commercio di Salerno ha reso noti sulla situazione delle istituzioni pubbliche sul territorio, la loro struttura e il numero di persone […]

Generale il calo dei posti di lavoro e della presenza dei servizi sul territorio. Stranamente, le aziende sanitarie sono in numero maggiore rispetto al 2001.
Questa la sintesi dei dati che la Camera di Commercio di Salerno ha reso noti sulla situazione delle istituzioni pubbliche sul territorio, la loro struttura e il numero di persone che vi lavorano. Dati che vengono fuori dal IX Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi.
Fra le istituzioni pubbliche abbondano i Comuni che, per esempio, in provincia di Salerno sono il 77,2 per cento del totale ossia più dei due terzi. Inoltre, in 15 su 100 casi si tratta di Enti pubblici non economici, come appunto la Camera di Commercio, gli ordini professionali, gli enti parco, gli istituti di ricerca. Rimane un misero 8 per cento per scuole e strutture sanitarie. Il maggior numero di lavoratori pubblici si concentra nel settore dell’istruzione (il 47,1 per cento). Seguono il settore dell’Amministrazione pubblica e difesa, assicurazione sociale obbligatoria (d’ora in avanti Servizi di amministrazione pubblica) , della sanità e assistenza sociale.
Tuttavia per istruzione e amministrazione c’è stato un complessivo calo sia degli addetti sia delle stesse istituzioni a livello locale. Per la sanità discorso a parte: poiché risulta che l’offerta pubblica sia aumentata sul territorio, a fronte però di una diminuzione delle risorse umane impiegate.
Anche questo settore quindi ha subito un’ampia contrazione dei posti di lavoro: rispetto al 2001, sempre nella provincia salernitana, i lavoratori del settore pubblico sono il 10,3 per cento in meno, il che equivale a 2500 unità. Il blocco del turn over ha avuto i suoi effetti, quindi. Meno lavoratori a tempo indeterminato, meno anche i lavoratori temporanei e i consulenti esterni (ma in tutta la Campania questi ultimi sono invece aumentati addirittura del 38.3 per cento, pari a 2405 consulenti in più). Ma stranamente aumenta a dismisura il numero dei volontari che prestano servizio presso le pubbliche istituzioni: a Salerno la percentuale stratosferica è di più 163.3 per cento.
“Il caso dei volontari della regione Campania e in particolare della provincia di Salerno dimostra come le specificità territoriali possano diversamente caratterizzare il rapporto di lavoro nel settore pubblico”, commenta la Camera di Commercio.

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