Sepoltura musulmana in un’aiuola ad Eboli: i dettagli di un caso nazionale

Non si placano le polemiche sulla sepoltura musulmana all'esterno del cimitero di Eboli. I tecnici incaricati dalla famiglia stanno preparando la Scia.

Sepoltura musulmana in un’aiuola ad Eboli: i dettagli di un caso nazionale


EBOLI. Non si placano le polemiche sulla sepoltura musulmana all’esterno del cimitero di Eboli. Questa mattina, i tecnici incaricati dalla famiglia della donna islamica deceduta (Autocha Fatna, seppellita all’esterno di uno degli ingressi del camposanto comunale) hanno provveduto ad effettuare misurazioni e calcoli necessari per presentare la Scia in sanatoria.

All’esterno del cimitero, dove si trova la struttura in muratura che cinge l’area destinata alla sepoltura musulmana, c’era l’ingegnere Carmine Magliano, ex assessore comunale nel corso dell’amministrazione guidata dal sindaco Martino Melchionda, incaricato dalla famiglia per seguire la vicenda e preparare una relazione tecnica a corredo della Scia.

Un professionista politicamente vicino a Fatiha Chakir, 42enne di origini marocchine – figlia della donna seppellita all’esterno del cimitero – che da molti anni vive ad Eboli, Vice Presidente della Consulta per gli Immigrati, candidata al consiglio comunale due anni fa al fianco dell’aspirante sindaco Tonino Cuomo.

La famiglia dovrà pagare per la Scia in sanatoria 516 euro, mentre si attende la convocazione di un consiglio comunale ad hoc (oppure, come qualcuno lo sta definendo ad Eboli, ad tombam) per discutere di un argomento che evidentemente potrebbe creare un precedente a favore di chi, sensibile alle argomentazioni religiose non cristiane, preferirà essere sepolto da croci ed altri simboli presenti all’interno del cimitero.

La vicenda

L’intera vicenda è nata lo scorso 16 ottobre, quando il sindaco di Eboli, Massimo Cariello, aveva accettato l’istanza presentata dalla Consulta per gli Immigrati (di cui la figlia della defunta, Fatiha Chakir, è vice presidente), di concedere per la sepoltura musulmana un’aiuola “sul lato sinistro del piazzale antistante il cimitero comunale, situata a ridosso del muro di cinta cimiteriale e delimitata per gli altri tre lati da muretti in calcestruzzo”.

Il sindaco Cariello aveva ordinato alla famiglia di inumare la salma della signora Autocha Fatna e di realizzare a proprie spese, entro 48 ore, un muro di cinta della stessa aiuola, per un’altezza pari al muro di cinta del cimitero, lasciando un varco della larghezza di due metri nel lato della stessa aiuola adiacente al cancello secondario di ingresso al cimitero, da chiudere con apposito cancello in ferro, munito di serratura. Le cui chiavi dovranno essere consegnate all’Ufficio Cimitero del Comune.



Quell’area, poi, sarà concessa alla locale comunità islamica per la sepoltura dei loro defunti e a carico delle comunità saranno effettuati i lavori per garantirne il decoro .

La polemica di Franco Cardiello

La scelta del sindaco Cariello aveva provocato una forte polemica. In particolare, il senatore Franco Cardiello (Forza Italia), aveva scritto “Quanto sta accadendo ad Eboli non ha precedenti in Italia. La morte, come scriveva Totò nella celebre “Livella”, dovrebbe sanare tutte le diversità”.

Aggiungendo: “contraddicendo questo assunto, e in nome di un politicamente corretto che spesso cede il passo a ogni richiesta di chi liberamente professa in Italia la sua fede religiosa, senza che vi sia alcuna reciprocità nel suo Stato di origine, il sindaco di Eboli ha accolto il reclamo di chi non voleva confondere la propria defunta con i cristiani.

Massimo rispetto per la famiglia della defunta e nessuna intenzione di strumentalizzare questa vicenda, ma seppellire un corpo in un’ aiuola comunale,in nome della diversità religiosa, è una scelta che lede i principi costituzionali oltre che configurare una condotta perseguibile sotto altri aspetti.



È stato creato un precedente pericoloso tale che in tutta Italia gli appartenenti a religione diverse da quella cristiana potranno decidere con discrezionalità di essere seppelliti in giardini pubblici oppure sotto il proprio condomino.

Stiamo assistendo ad uno spettacolo indegno, di ordinaria follia politica ed amministrativa,in spregio alle più comuni norme in materia sanitaria e polizia mortuaria.

Manca un parere motivato del Distretto sanitario ASL; manca un permesso per costruire, peraltro su un’area pubblica;manca il pagamento degli oneri concessori prima della tumulazione (regola valevole per gli italiani di ogni comune);manca una variante urbanistica al piano regolatore per cambiare destinazione della aiuola.

Insomma, un caso nazionale ed emblematico di discriminazione religiosa.

Vorrei capire cosa ne pensano Ministro degli Interni, della Salute, Prefetto e forze dell’ordine.

Quella tomba andava sistemata all’interno del cimitero comunale, in un’area sconsacrata oppure delimitata con apposita delibera di consiglio comunale”.

La risposta del sindaco Massimo Cariello

Il sindaco Massimo Cariello aveva prontamente risposto.

“Appena saputa la notizia ho provveduto ad adoperarmi per trovare un posto al cimitero di Salerno dove ci sono delle aree per le minoranze religiose, ma lì era impossibile poiché sono previste solo le tumulazioni dei cittadini residenti a Salerno – aveva spiegato il sindaco Cariello – Con urgenza ho provveduto a valutare il caso e ad emanare un’ordinanza sindacale per poter seppellire la donna nell’area cimiteriale di Eboli.

L’unico posto non consacrato è proprio quello fuori le mura del cimitero dove in futuro, realizzeremo una vera e propria area per seppellire gli stranieri di altre religioni residenti a Eboli e che ad oggi, ammontano a 5mila.

Si tratta di un atto civile ed opportuno per dare alle seconde e terze generazioni di stranieri residenti ad Eboli un luogo in cui poter essere sepolti”.

La replica di Fatiha Chakir

La figlia della defunta, Fatiha Chakir, non era rimasta in silenzio. E, nel ruolo di vice presidente della Consulta per gli Immigrati, aveva scritto una nota, che si riporta integralmente.

“Non è nostra intenzione non è nostra competenza entrare in questioni di carattere burocratico- politico, ma non possiamo tacere il nostro dispiacere dinanzi alle affermazioni del Sen. Franco Cardiello, che pur di entrare in polemica con l’amministrazione comunale di Eboli, non si tira indietro nello strumentalizzare la morte di una donna, una moglie una mamma.

Il Senatore nel comunicato stampa, cita una delle più belle poesie di Totò, “La Livella”, dimenticandone però la morale: “Siamo tutti uguali dinanzi alla morte”. Si, siamo tutti uguali qualunque sia l’origine la tradizione o la cultura di appartenenza. In accordo con tale assunto, la laicità dello stato e la Costituzione, garantiscono a noi tutti la libertà di professare liberamente il culto ed il diritto di essere accompagnati all’eternità, nel rispetto dei precetti del culto di appartenenza.



Il Senatore Cardiello, ha illustrato una vicenda lontana dalla realtà dei fatti, realtà che ha doverosamente piegato alle sue necessità politiche, per portare avanti una “crociata” senza quartiere che diverge con valori cristiani di cui lui, si fa portavoce.

Allora ci domandiamo, una donna musulmana che ha vissuto in un paese laico dalle forti radici cristiane, onorando e rispettando chiunque avesse posizioni divergenti dalle sue, affrontando la vita con estremo sacrificio ed immenso amore per il prossimo, vivendo le problematiche e le controversie della nostra contemporaneità, merita davvero di essere usata per dar luogo a polemiche sterili e strumentali?

Diversamente da quanto riportato nel favolistico comunicato stampa del Senatore Cardiello, la nostra congiunta desiderava semplicemente essere sepolta nella propria città, nel rispetto dei precetti musulmani, (ovvero, tumulata direttamente nel terreno, in un luogo ove riposano altri fratelli musulmani, all’esterno delle mura cimiteriali).

La nostra concittadina, attendeva da 4 giorni di essere tumulata in un luogo che si confacesse, ai dettami della sua religione. La nostra mamma attendeva di trovare un luogo consono alla sua spiritualità, che le permettesse di riposare in pace. Sino ad allora un luogo simile non c’era. Non esisteva un luogo che potesse accogliere i cittadini musulmani vissuti nella nostra città, che desideravano riposare nella stessa.

Grazie alla lungimiranza del primo cittadino Massimo Cariello, del dott. Damiano Bruno e del dott. Fausto Vecchio, è stato creato un precedente, un precedente che va nella direzione del dialogo e della tolleranza reciproca. Un precedente che non nuoce a nessuno, se non a chi intende oltraggiare una vita umana che termina, pur di portare avanti le proprie ideologie politiche.

L’amministrazione Comunale di Eboli nella persona del Sindaco, ha accolto legittimamente la richiesta di una cittadina italiana residente ad Eboli, che amando immensamente il nostro paese – che generosamente la accolse 36 anni fa – ha scelto l’Italia come paese in cui vivere, crescere i suoi figli e riposare in pace.

Gli amministratori locali della nostra città, manifestando estrema tolleranza ed incondizionato rispetto per le diverse professioni di fede, hanno accolto le istanze della sempre più numerosa comunità musulmana che vive nella città di Eboli, che sceglie la nostra città come “casa” in cui costruire un avvenire e che decide di essere sepolta vicina all’affetto dei propri cari.

Il Senatore Cardiello prenuncia interrogazioni parlamentari ed il coinvolgimento dei diversi rappresentanti delle istituzioni ai livelli più alti, ma mi domando cosa penserebbe il Santo Padre di un politico, un parlamentare, che si professa cattolico e non perde l’occasione di, strumentalizzare la morte di una persona pur di entrare in contrasto con l’avversario politico.



In accordo con il rispetto e la tolleranza reciproca fra le diverse religioni, ci sentiamo in obbligo di portare a conoscenza di questa vicenda il Santo Padre, e per questo scriveremo a Papa Francesco per metterlo a conoscenza dell’assurda crociata di questo Senatore della Repubblica che, in nome della difesa dei valori cristiani, pratica disuguaglianza nei confronti di una povera defunta, tradendo tutto ciò che il cristianesimo e la chiesa cattolica insegnano.

Confidiamo nella bontà d’animo delle persone, nel catechismo della chiesa cattolica, negli insegnamenti del Santo Padre che ogni giorno, con ogni suo gesto, testimonia i valori evangelici della pace, della fratellanza, della tolleranza e del dialogo tra i popoli di religioni diverse”.

La posizione dell’Asl

Sepoltura musulmana: per evidenti motivi igienico-sanitari, l’Asl di Salerno si è interessata alla vicenda. La dottoressa Nobile dovrà relazionare con urgenza alla direzione generale, soprattutto perché la bara non è stata disposta sotto terra a seguito di uno scavo, come avviene normalmente, ma solo appoggiata al suolo e ricoperta da terreno. Non è escluso che possa esserci anche una fuoriuscita di liquidi, per cui l’Asl dovrà necessariamente effettuare dei rilievi.

Per il Comune di Eboli potrebbero esserci spiacevoli sorprese, giacché il regolamento di polizia mortuaria (art. 71 e 72 DPR D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285) chiarisce che “ciascuna fossa per inumazione deve essere scavata a due metri di profondità dal piano di superficie del cimitero e, dopo che vi sia stato deposto il feretro, deve essere colmata in modo che la terra scavata alla superficie sia messa attorno al feretro e quella affiorata dalla profondità venga alla superficie” (articolo 71) e che “le fosse per inumazioni di cadaveri di persone di oltre dieci anni di età devono avere una profondità non inferiore a metri 2.

Nella parte più profonda devono avere la lunghezza di metri 2,20 e la larghezza di metri 0,80 e devono distare l’una dall’altra almeno metri 0,50 da ogni lato. I vialetti fra le fosse non possono invadere lo spazio destinato all’accoglimento delle salme, ma devono essere tracciati lungo il percorso delle spalle di metri 0,50 che separano fossa da fossa e devono essere provvisti di sistemi fognanti destinati a convogliare le acque meteoriche lontano dalle fosse di inumazione” (articolo 72).

Sepoltura musulmana: i precetti

Sepoltura musulmana: vanno tenuti a mente, in questo caso, i precetti religiosi che la regolano. Gli islamici devono seguire regole precise per seppellire i propri morti. Il corpo deve essere tumulato direttamente nel terreno, in un luogo dedicato ai musulmani e all’esterno dei cimiteri tradizionali e consacrati.



Eboli terra di stranieri

Il tutto accade ad Eboli, primo centro in provincia di Salerno per numero di abitanti stranieri in rapporto alla popolazione e secondo in Campania. Su 40mila abitanti, Eboli ospita 5mila stranieri. E la domanda è d’obbligo: fino ad oggi, dove sono stati sepolti i defunti di credo islamico?


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *