Salerno, il curioso caso della Iren S.p.A.: dalle Luci d’Artista allo smaltimento dei rifiuti

L'Iren S.p.A. è una società italiana che opera dal 2010 nel settore dell'illuminazione artistica, nella distribuzione dell'energia elettrica e nei servizi di teleriscaldamento

Ecoballe

SALERNO. L’Iren S.p.A. è una società italiana che opera dal 2010 nel settore dell’illuminazione artistica, nella distribuzione dell’energia elettrica e nei servizi di teleriscaldamento, ed inoltre in altri servizi di pubblica utilità.

Le Luci d’Artista e i rifiuti

L’azienda nasce dalla fusione tra due società: Iride ed Enìa. Si occupa da anni dell’illuminazione delle “Luci d’Artista” a Salerno, grazie all’assegnazione da parte della Regione Campania e dal presidente Vincenzo De Luca. La stessa società, però, non si occupa solo di illuminazioni, infatti tra i multiservizi messi a disposizione c’è anche quello ambientale.

La Iren S.p.A. detiene da circa due anni un appalto per lo smaltimento delle ecoballe stoccate a Masseria del Re, a Giugliano.

Le ecoballe a Masseria del Re

Il problema rifiuti in questa zona del napoletano è grave, proprio il 30 maggio dello scorso anno veniva avviata la rimozione delle ecoballe, tra le promesse di De Luca, che dichiarava: «Entro due anni la situazione sarà risolta e tutti i rifiuti smaltiti». Ora a conti fatti, la situazione non è stata risolta, a Masseria del Re ad essere smaltite sono state 596mila tonnellate sulle 100mila previste.

L’Iren e le sanzioni per l’irregolarità sulle discariche

In questa gigantesca montagna di rifiuti, c’è anche un piccolo pezzo di proprietà Iren. L’azienda vinse una gara d’appalto per il trattamento delle ecoballe, il dato allarmante è che la stessa azienda, circa cinque anni fa, fu multata numerose volte proprio per l’irregolarità documentali sui registri di carico e scarico rifiuti. La discarica al centro delle indagine era quella di Poiatica, a Bologna.

Successivamente, nel novembre del 2014, l’Iren Ambiente finisce di nuovo nella polemica, il problema è l’odore nauseabondo che giunge dalla discarica di loro proprietà. Scattano le indagini, anche il sindaco di Carpineti cerca la verità, e il 5 dicembre del 2016 il giudice del Tribunale di Reggio Emilia condanna l’amministratore delegato della Iren, Roberto Paterlini ad una pena pecuniaria in sede.

Perché, quindi, dopo tutte queste sanzioni affidare un lotto da 98mila tonnellate a questa azienda, il cui valore è di 16 milioni di euro?

 

 

 

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