Salerno, cuore pulsante di start-up e innovazione. L’importanza della formazione

Da anni Salerno si è imposta a livello nazionale ed internazionale come un importantissimo polo di attrazione per talenti, start-up ed aziende innovative

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Da anni la città di Salerno si è imposta ed è riconosciuta a livello nazionale ed internazionale come un importantissimo polo di attrazione per talenti, start-up ed aziende innovative, siano esse locali, nazionali o addirittura internazionali Un processo di crescita virtuoso che si è consacrato con l’istituzione del premio Best Practices per l’innovazione, nato su iniziativa del Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno e giunto quest’anno alla XII edizione, e la recente inaugurazione del Palazzo Innovazione.

Si tratta di una nuova struttura nata all’interno del complesso monumentale di Santa Sofia ed aperta ad aziende, start-up, acceleratori ed investitori con l’obiettivo di favorire il networking, la promozione di nuove sinergie ed opportunità di business. Un punto di riferimento a livello locale e non solo, in un territorio florido e molto sensibile al tema dell’innovazione in tutti i campi.


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Non è un caso, dunque, che proprio attorno a Salerno si siano sviluppate negli anni molte start-up di successo e che hanno portato importanti novità nei settori più disparati. Un dato per rendere ancor più evidente la cosa: secondo i dati del Registro Imprese rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico per la sezione delle nuove imprese innovative, in provincia di Salerno a fine 2017 si registravano ben 158 aziende con un valore medio di produzione tra i 150 e 200mila euro ed un numero di addetti in media pari a 4-5 unità, soci esclusi.

 

Di recente avrete sicuramente sentito parlare di Eclettica, una start-up innovativa salernitana specializzata in software personalizzati. In occasione dell’ultimo NAStartUpday, giunto alla 48esima edizione e tenutosi all’interno del Pegaso Tower al Centro Direzionale di Napoli, su idea del co-founder Domenico Soriano ad accelerare le start-up e presentare l’evento è stata, per la prima volta al mondo, l’Intelligenza Artificiale con la forma ed il volto di una giovane ragazza presente sul palco grazie a un monitor verticale. Chiamata Alexa, si è dimostrata in grado di interagire con il reale conduttore umano dell’evento interagendo in maniera impeccabile.

Nel 2015, invece, era balzata agli onori della cronaca la start-up Mangatar, la game company fondata da un gruppo di trentenni salernitani che ha ottenuto un finanziamento da Fi.R.A. (Finanziaria Regionale Abruzzese) e Invitalia, attraverso i bandi StartHope e Smart&Start Italia, per un importo pari a 1,1 milioni di euro dopo aver ottenuto il Premio Nazionale per l’innovazione nel 2012. L’idea alla base del progetto è un generatore di avatar ispirato al mondo dei manga giapponesi, diventato poi un vero e proprio social game e dunque un collectible card game e non solo.

 

Un successo straordinario raggiunto nel giro di pochi anni. Perché l’innovazione, oggi più che mai, corre veloce. Ma per imporsi non basta avere una buona idea. Base comune di questi progetti, infatti, è il percorso formativo di alto livello ed il continuo aggiornamento che gli operatori ed i professionisti del settore sono chiamati a portare avanti.

Gli enormi cambiamenti, tecnologici e non solo, avvenuti negli ultimi anni, infatti, impongono la necessità di formarsi, riqualificarsi e fare altrettanto con eventuali dipendenti. La formazione finanziata grazie a Fondi pubblici e Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua, dunque, sono strumenti fondamentali che hanno lo scopo di aggiornare e consolidare le competenze dei lavoratori e di chi si approccia al mondo del lavoro.

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