allucinazioni

Le Allucinazioni Pre-Sonno

A molti di noi, sarà capitato di vedere o percepire immagini o rumori “strani” nel bel mezzo della notte, magari quando si è nel letto poco prima di addormentarsi o quando si è in stato di rilassamento profondo, magari fissando distrattamente la finestra o il soffitto. Prima di parlare subito di “paranormale” è bene dire che questi stati di coscienza hanno spesso spiegazioni del tutto “normali”, riconducibili ad uno stato di semi incoscienza del nostro cervello, che in pratica sogna ad occhi aperti. Questo fenomeno capita a molte più persone di quanto non si immagini.
L’allucinazione è una percezione che avviene quando la corteccia sensoriale è attivata in assenza di una corrispondente stimolazione dei recettori periferici, in altre parole è una percezione senza una fonte esterna. L’allucinazione è definita come un’esperienza mentale che si manifesta in forma d”immagini” derivate da una fonte di informazione interna, o percezioni erroneamente giudicate come provenienti da input esterni.
Le allucinazioni hanno le seguenti caratteristiche: fisicità, involontarietà ed intrusività, e non è possibile controllarne il sopravvenire, il contenuto e la durata, ma soprattutto hanno la qualità di “essere al di fuori” dell’osservatore.
Le allucinazioni sono classificate sulla base della modalità psicosensoriale, poi suddivise in elementari (o semplici) e complesse (o strutturate) in rapporto al livello di assetto formale dell'”immagine” e dell’oggetto percepito. Le allucinazioni elementari sono quelle che si manifestano come flash (lampi colorati, bagliori luminosi, scintillii, spirali filamentose, caleidoscopie, luci, ombre) e forme geometriche (cerchi, quadrati, rombi, triangoli, reticolati… bi o tri-dimensionali), ma anche brevi suoni, fruscii, ronzii, fischi, rumori, sibili, tintinnii, fonemi indistinti, note musicali. Quelle complesse invece si manifestano come: persone intere, parti del corpo, animali, oggetti inanimati, scenari naturali, ambienti domestici e autoscopie (vedere se stessi). In ambito psichiatrico-patologico l’allucinazione costante e ripetuta è il sintomo più caratteristico dei disturbi della percezione. Generalmente le allucinazioni sono strettamente associate al delirio (disturbo del pensiero caratterizzato da false convinzioni, credenze e interpretazioni). Deliri e allucinazioni sono i sintomi principali della psicosi. Fra allucinazione e delirio esiste un circuito cognitivo di reciproco rinforzo: le percezioni allucinatorie vengono elaborate ed integrate in un sistema di convinzioni, di idee e d’intuizioni deliranti che a loro volta sostengono altre esperienze allucinatorie. Ma ovviamente non è questo il caso delle allucinazioni occasionali di cui stiamo parlando.
E’ vero però che in stato di deprivazione sensoriale, le allucinazioni sorgono molto frequentemente in uno stato di coscienza fra la veglia e il sonno, e sono prevalentemente visive semplici e tendono a divenire man mano più complesse se non sopraggiunge neanche il benché minimo elemento esterno di disturbo. Queste allucinazioni sono di breve durata, dettagliate e precise, d’intensa luminosità, seguono una successione illogica e suscitano nel soggetto una reazione di sorpresa.
Allucinazioni e stati onirici sembrano dunque avere una stretta correlazione tra loro. Sono due fenomeni di uno stesso aspetto, ovvero l’erompere delle tensioni dell’inconscio, che divengono man mano sempre più forti e definite. Sperling reputa l’attività allucinatoria come l’espressione di un insuccesso onirico, un “sogno abortito” o mancato.
La psicoanalisi attribuisce ai vissuti allucinatori uno specifico significato psicologico. Il movente psicodinamico comune a tutti gli stati modificati di coscienza è il desiderio e secondo Freud sia l’allucinazione sia il sogno rappresentano la realizzazione del desiderio inconscio. L’allucinazione è considerata una variante psicopatologica del sogno, pertanto con un contenuto simbolico manifesto da cui, attraverso l’interpretazione, si giunge ai pensieri latenti inconsci.
Secondo Bion invece, il processo allucinatorio consiste nel proiettare nel mondo esterno parti scisse della personalità: esperienze, impressioni ed elementi mentali non elaborati. Similmente per Lacan l’allucinazione è il ritorno di ciò che non è stato elaborato a livello simbolico ma che è stato dissociato dalla coscienza.
Quindi, al di là dello stupore o del disorientamento che esse possono lasciare, come nel caso dei sogni, sono si tratta di messaggi dell’inconscio che è bene interpretare per conoscere se stessi.

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