Roccagloriosa, città natale di Totò

Un detto paesano recita “Voc e popolo voc e Dio” che tradotto sarebbe voce di popolo voce di Dio, non è ben chiaro se quello che spesso tramandano i popoli

ROCCAGLORIOSA. Un detto paesano recita “Voc e popolo voc e Dio” che tradotto sarebbe voce di popolo voce di Dio, non è ben chiaro se quello che spesso tramandano i popoli sia la verità ma a Roccagloriosa si racconta che fu il paese natale di Totò.



Antonio De Curtis, nome completo Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio Gagliardi Focas di Tertiveri, molto più comunemente conosciuto con lo pseudonimo di Totò nasce a Napoli il 15 febbraio 1898. Fin da subito si mostrò un bambino vispo e poco propenso agli studi ma con un grande talento artistico.

Totò originario del Cilento?

Secondo i racconti degli anziani di Roccagloriosa, Totò era originario del Cilento, figlio di una ragazza di umili origini e della relazione con un nobile che alloggiava a palazzo De Curtis.

La madre in origine si chiamava Maria Marotta, era un’adolescente quanto iniziò a lavorare come serva per il Marchese Luigi De Curtis, pian piano la ragazza si innamorò del figlio del Marchese Giuseppe De Curtis. Il loro amore sfociò in un’ardente passione fino a quando la giovane Maria non restò incinta.

Scoperta la gravidanza della giovane, il Marchese Luigi De Curtis, uomo austero legato ai vecchi codici morali in cui un uomo di elevato rango non poteva sposare una ragazza del popolo, decise di mandare Maria a Napoli.

Totò concepito a Roccagloriosa

Totò fu concepito a Roccagloriosa nel Maggio del 1897, da Maria 16 anni e il Marchese Giuseppe De Curtis 25 anni.

Arrivata a Napoli, il Marchese Luigi De Curtis, impose a Maria di cambiare il nome in Anna Clemente; Totò nasce il 15 febbraio 1898 nel quartiere Stella, nel rione Sanità in via Santa Maria Antesecula al secondo piano del civico 107. Giuseppe De Curtis, padre naturale, non lo riconobbe. All’anagrafe di Stato Civile fu registrato con il nome di Antonio Vincenzo Stefano Clemente, figlio di Anna Clemente nubile e di N.N.


atto di nascita di Totò

L’anno 1898 addì 19 febbraio a ore meridiane una e minuti dieci nella Casa Comunale avanti di me, Raffaele Simoni, delegato 3112 nell’Ufficio civile del Comune di Napoli Stella, è comparsa Anna Clemente di anni 18, casalinga, domiciliata in Napoli , la quale mi ha dichiarato che alle ore antimeridiane sette e zero minuti del quindici del corrente mese nella casa posta in Via Santa Maria Antesecula numero 107 […] è nato un bambino di sesso maschile che ella mi presenta e a cui da i nomi di Antonio Vincenzo Stefano. A quanto sopra e a questo atto sono stati presenti come testimoni Vincenzo Clemente di anni ventotto, meccanico, e Antonia Marino di anni cinquanta, levatrice, entrambi residenti in questo comune. […]


Anna Clemente

Per quel tempo essere una ragazza madre era una condanna a morte, essere madre senza essere sposata non era vista con buon occhio eppure la giovane Maria non sembra farci caso anzi ostenta spudoratamente la relazione con il Marchese che continuava ad intrattenere nonostante i divieti del padre.


Marchese Giuseppe De Curtis

Il piccolo Totò invece soffre molto questa condizione sociale, oggetto spesso di ingiurie da parte dei suoi compagni.

Giuseppe De Curtis aprì una sartoria ambulante offrendo i suoi servigi a domicilio. La madre di Totò decise di affidare il figlio alle cure della nonna e seguire il Marchese in giro per lavoro.
Morto il nonno Luigi non ci furono più ostacoli che impedissero il matrimonio fra Maria e Giuseppe De Curtis, e nel 1921 si sposarono.

Nel 1928 Giuseppe De Curtis riconosce Antonio De Curtis come suo figlio;

Napoli 31 agosto 1928
Con Atto rogato addì nove agosto millenovecentoventotto per notar Cerose Gino, residente a Napoli, il signor de Curtis Giuseppe fu Luigi, nato e domiciliato a Napoli, riconosce il proprio figlio il signor Clemente Antonio, nato il 15 febbraio 1898 dalla sua unione con Clemente Anna di Vincenzo, e in forza del matrimonio da essi contratto il 4 febbraio 1921, quartiere San Carlo, il predetto giovane va riconosciuto quale figlio legittimo dei succitati genitori.

Nel 1933 il Marchese Antonio de Curtis, Totò, venne adottato dal Marchese Francesco Maria Gagliardi Focas e nel 1946 il tribunale di Napoli gli riconosce il diritto a fregiarsi dei nomi e dei titoli di:

Antonio Griffo Focas Flavio Dicas Commeno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, Altezza Imperiale, Conte Palatino, Cavaliere del Sacro Romano Impero, Esarca di Ravenna, Duca di Macedonia e di Illiria, Principe di Costantinopoli, di Cicilia, di Tessaglia, di Ponte di Moldavia, di Dardania, del

”Io non sono un artista, ma solo un venditore di chiacchiere, come Petrolini che, infatti, è stato dimenticato. Un falegname vale più di noi due messi assieme, perché almeno fabbrica un armadio, una sedia, che rimangono (…) anche un lavandino rimane. Ma le chiacchiere degli attori passano”.
Antonio De Curtis

Tuttavia Totò non ha mai raccontato la sua storia e le sue origini, ha spesso raccontato delle versione e poi le ha ritrattate. Come il matrimonio fra i genitori, pare che il nonno Luigi sia morto molti anni dopo e non prima. Oltre che abbia chiesto lui di farsi adottare dai nobili decaduti per reclamare i titoli.
Sulle origini di Roccagloriosa non ci sono documenti che possano confermare, tutto il materiale del XX secolo è andato distrutto in un incendio. Alcuni anziani di Roccagloriosa ancora oggi raccontano di Totò quando andava al paese del Cilento a trovare la famiglia di origine, era buono e generoso con tutti.



Nel comune di Roccagloriosa sono iniziati i lavori per la ristrutturazione e la realizzazione del teatro dedicato a Totò, il teatro verrà realizzato nel giardino del Palazzo ‘De Curtis, La struttura, all’aperto, potrà accogliere 200 spettatori a sedere.

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