Regime di 41 bis per Enrico Bisogni: dirigeva il clan dal carcere

Il boss Enrico Bisogni è stato trasferito in regime di 41 bis. L’uomo è considerato dagli inquirenti uno dei reggenti del clan Pecoraro-Renna. Le inchieste Il boss era stato coinvolto in alcune inchieste per la tentata estorsione ad un farmacista, reato in cui era coinvolto anche il fratello di Enrico, Michele Bisogni. Bisogni aveva preteso […]

Il boss Enrico Bisogni è stato trasferito in regime di 41 bis. L’uomo è considerato dagli inquirenti uno dei reggenti del clan Pecoraro-Renna.

Le inchieste

Il boss era stato coinvolto in alcune inchieste per la tentata estorsione ad un farmacista, reato in cui era coinvolto anche il fratello di Enrico, Michele Bisogni. Bisogni aveva preteso dal farmacista l’assunzione di due suoi nipoti.

Il tutto è venuto fuori grazie ad un’intercettazione ambientale nel carcere di Caltanissetta (dove Enrico era detenuto).

I fratelli Bisogni parlavano al telefono e riferendosi al farmacista si vantavano di “averli fatti neri come Barry White”.

Secondo i magistrati Enrico Bisogni continuava a dirigere il clan dal carcere segnalando gli imprenditori da avvicinare con finalità estorsive.

Per questo è scattata la misura carceraria più restrittiva. Gli avvocati che difendono Bisogni, Raffaele Francese e Luigi Gargiulo hanno intenzione di impugnare la decisione.

Indagini aggiuntive

I carabinieri di Battipaglia, dopo i blitz che hanno visto coinvolti le “new entry” del clan, hanno continuato ad indagare sugli ambienti delinquenziali di Bellizzi.

L’attività investigativa ha confermato – dicono le indagini della Dda, sostituto procuratore Marco Calamonaci – che i Bisogni continuavano ad esercitare pressione sul tessuto economico cittadino. Dalle intercettazioni ambientali in carcere dei colloqui di Enrico Bisogni coi familiari, sono state avviate una serie di indagini. Una di queste è la “bussata” al farmacista, tramite il suo collaboratore. Le indagini sono proseguite fin quando gli inquirenti non hanno raccolto gli elementi sufficienti per chiedere l’applicazione delle misure cautelari preventive nei confronti dei quattro indagati.

Oltre ad Enrico e Michele, sono stati indagati due nipoti. A carico dei Bisogni sono stati avviati alcuni procedimenti penali: intestazione fittizia di beni per sfuggire alla legge, affari legati al controllo del trasporto di prodotti ortofrutticoli (operazione Omnia).

Secondo gli inquirenti i Bisogni sono stati parte organica del clan, con ruoli chiave e decisionali.

Fonte La Città

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