Raptus fuori alla discoteca: «Strage? Mi sono difeso dagli aggressori»

Il giovane aveva raccontato al gip che stavano picchiando il padre, ammettendo e spiegando in questo modo il ritorno sul posto, dopo la fuga

Motivi calcistici banali dietro i fatti accaduti prima all’interno e poi all’esterno di un locale notturno a Cava de’ Tirreni.

Fatti che hanno portato un 18enne di Pagani in carcere con l’accusa di strage per aver tentato di travolgere con l’auto sette persone all’esterno della discoteca nella notte di Halloween. Lunedì 19 novembre è attesa l’udienza del Tribunale del Riesame. Gli avvocati del giovane puntano sul concetto di legittima difesa

Il giovane aveva già spiegato di essersi difeso, dopo minacce e botte, con le ruote dell’auto bucate all’uscita dal locale. Poi era tornato indietro per difendere il padre, a sua volta finito nei guai dopo essere giunto per aiutare il figlio a tornare.

Il giovane aveva raccontato al gip che stavano picchiando il padre, ammettendo e spiegando in questo modo il ritorno sul posto, dopo la fuga.

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