Nuova assemblea pubblica per discutere sui vari problemi di disoccupazione

SALERNO. Domenica 30 novembre ci sarà l’assemblea pubblica, denominata “tavola rotonda”, per accorrere alle iniziative di lotta e di mobilitazione dei precari, studenti, disoccupati e lavoratori. L’assemblea si effettuerà presso i locali della federazione provinciale di “Sinistra ecologia libertà” siti in via D. Galdi 62, località Mercatello. Si discuterà su come rafforzare e continuare ad […]

SALERNO. Domenica 30 novembre ci sarà l’assemblea pubblica, denominata “tavola rotonda”, per accorrere alle iniziative di lotta e di mobilitazione dei precari, studenti, disoccupati e lavoratori. L’assemblea si effettuerà presso i locali della federazione provinciale di “Sinistra ecologia libertà” siti in via D. Galdi 62, località Mercatello.
Si discuterà su come rafforzare e continuare ad agire contro questo fenomeno, esteso a macchia d’olio su tutta la penisola, ma soprattutto nel Meridione.
Le battaglie parlamentari, come quella di ieri alla Camera sul Job Act che ha registrato una unità d’azione tra il gruppo parlamentare di Sinistra ecologia libertà e una parte consistente dei deputati del PD, possono essere ancora di più efficaci ed efficienti se anche sui territori nasce un movimento organizzato e determinato sui temi legando il dibattito nazionale con la necessaria ferma opposizione alle ricadute che si avranno sui territori. Poco si para degli effetti nefasti che avremo sui giovani che se troveranno un lavoro questo sarà sempre di più precario, o sui lavoratori oggi in cigs che dalla sera al mattino avranno la sgradita sorpresa di non avere nessun forma di sostegno al reddito. O alle politiche di privatizzazioni dei beni comuni, ad esempio l’acqua, o al via libera indiscriminato alle trivellazioni anche quando gli Eell e le proprie comunità sono contrarie. Con il cosiddetto Sblocca Italia in realtà, si avrà solo un incremento della cementificazione dei territori e un disarmo generalizzato dei poteri di controllo delle Soprintendenze. Non è questa l’Italia che si vuole.
Molte associazioni, movimenti, gruppi, dirigenti sindacali e rappresentanti locali e provinciali, hanno già assicurato la loro presenza all’assembla.
Solo costruendo, anche nella nostra provincia, una unità d’intendi tra le varie forme di cittadinanza attiva e partecipativa con le varie anime che “alimentano” il dissenso politico e sociale si potrebbe creare le premesse necessarie per costruire e proporre modelli alternativi di sviluppo sociale ed economico per il nostro paese.

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