Salerno, Nicola Fratoianni: «Nelle città è possibile fare una cosa fondamentale: reinventare la politica»

SALERNO. «Nelle città è possibile fare una cosa fondamentale: reinventare la politica» lo ha dichiarato Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, in un’intervista rilasciata ai nostri microfoni dopo l’assemblea popolare svoltasi ieri in piazza Caduti civili di Brescia a Salerno.

Il leader di SI ha fatto tappa in provincia di Salerno tenendo una conferenza stampa nell’aula consiliare di Palazzo di Città, successivamente ha visitato la frazione Montevescovado di Nocera Inferiore prima di concludere il tour con l’assemblea popolare.

«Sono contenta di stare in questa piazza. La politica deve tornare tra la gente a discutere di cose reali. Possiamo stare tutti insieme a raccontarci problemi e a trovare soluzioni. Siamo insieme una maggioranza invisibile, perché apparteniamo al popolo precario che non riesce a trovare lavoro in queste terre. In questa piazza non c’è il Sud corrotto e straccione, in questa piazza c’è un Sud diverso. Abbiamo bisogno di una politica differente. Bisogna scrivere una pagina nuova per le città» dice Raffaella Casciello nel corso del dibattito.

«Questa serata presenta Sinistra Italiana alla città e alla provincia. Dobbiamo fare in modo che immigrati e precari non siano soli, così come tutti gli emarginati. È il nostro compito. Noi serviamo a questo» sottolinea Franco Mari.

«Ci sono tanti modi di fare politica. Il migliore è quello che si misura nelle piazze, non solo in campagna elettorale. Siamo arrivati ad un dato impressionante: otto persone detengono la ricchezza di mezzo mondo. In Italia si possono eludere miliardi di tasse, basti pensare alle grandi multinazionali del web che in Italia fanno profitti pagando lo 0,05% di tasse. Un piccolo commerciante ne paga quasi il 40% e se non paga viene spogliato di tutti i suoi beni. L’aumento della diseguaglianza è diventato lo strumento di governo. Bisogna unire tutto quello che è stato segmentato» conclude Fratoianni.


L’intervista

 

Al segretario di Sinistra Italiana abbiamo chiesto:

In vista delle prossime elezioni, cosa bisogna fare perché la Sinistra torni ad essere tale rispondendo alle esigenze dei cittadini?

-Bisogna occuparsi della vita delle persone, avere un programma chiaro ed essere credibili. Per fare questo c’è bisogno di una proposta che metta in discussione, radicalmente, le politiche di questi anni. Che sono, palesemente, fallimentari. Se il Partito Democratico ritira il Jobs Act, l’articolo 18, la vergognosa Buona Scuola, siamo pronti e felici di discutere. Anche se non ho l’impressione che questo sia il segno che vada per la maggiore

Al di la del Partito Democratico, a quali realtà Sinistra Italiana apre? Un dialogo con De Magistris?

Noi apriamo a tutte le forze. Faremo il gruppo parlamentare insieme con Possibile e De Ma. Guardiamo con molta attenzione all’esperienza di Luigi De Magistris a Napoli. Ma guardiamo a tutte le forze della sinistra, come Rifondazione o Articolo 1. Siamo disposti a dialogare, a patto che questa proposta comune abbia senso, sia riconoscibile ed in grado di ricostruire credibilità.

Il progetto di rinascita della sinistra parte anche dalle città, prima che dalle elezioni nazionali?

-Assolutamente. Nelle città è possibile fare una cosa fondamentale: reinventare la politica. Nelle città la politica è nata e lì può tornare ad avere vita, può tornare ad avere senso. I conflitti e i bisogni si incontrano più direttamente, nelle città è possibile costruire nuovi istituti di democrazia.

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