La Dedalo ospita il Krap, il Parkour cresce a Salerno

SALERNO. È nata dalla palestra Dedalo sita presso la zona orientale del Capoluogo, nella specifica in via San Leonardo n°38, la straordinaria e innovativa idea di ospitare l’evento “Krap”, di origine vicentina e noto punto di riferimento per tutti i parkouristi italiani.

«È una cosa pazzesca! – si evince dalle dichiarazioni di un parkourista salernitano, frequentatore della Dedalo – Partecipando al Krap ho avuto l’occasione di poter conoscere un sacco di ragazzi provenienti da tantissimi paesi e svariate realtà. È sicuramente l’evento che aspettavo da tempo».

Durante la giornata di ieri, Giuseppe Iannone, colonna portante e genitore del progetto salernitano, “Dedalo”, si è fatto in quattro per ospitare con sommo gaudio e occhio vigile, parkouristi provenienti da ogni angolo d’Italia e d’Europa, vogliosi di mostrare in raduno, le loro esperienze accumulate nel corso del tempo.

Il “Krap Invaders” (conosciuto al pubblico appassionato come Krap) è un evento organizzato annualmente dall’omonimo store destinato a coloro che investono quotidianamente sul Parkour, questa bellissima e interessante disciplina sportiva. All’interno del pacchetto offerto dal trend, è possibile ricevere un posto per dormire in palestra, usufruire dei servizi della struttura e ricevere la t-shirt dell’evento, il tutto costellato dalle performance agonistiche degli esperti del settore e dalla disponibilità dei responsabili di sala.

Il Parkour, questa suggestiva attività di origini francesi, si distingue da altre discipline di natura acrobatiche, come il Free Running oppure altre arti affini, come la Ginnastica Artistica, per la sua funzionalità e adattabilità. Essa, infatti, permette ai beneficiari, di poter superare uno o più ostacoli nella maniera più semplice e pratica possibile, donando così risultati di enorme entità con il minimo sforzo.

Una replica a “La Dedalo ospita il Krap, il Parkour cresce a Salerno”

  1. Andonio ha detto:

    parkuristi non è del tutto corretto! la parola “traceurs” dal francese “tracciatori” è l’ideale!

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