Nocera Inferiore, 44enne violentò la vicina di casa: non sarà processato

Non può essere processato per «vizio totale di mente» il 44enne nocerino che violentò la vicina di casa nell'androne del palazzo dove entrambi vivevano. Lo ha deciso il Collegio del Tribunale di Nocera Inferiore

NOCERA INFERIORE. Non può essere processato per «vizio totale di mente» il 44enne nocerino che violentò la vicina di casa nell’androne del palazzo dove entrambi vivevano.

Lo ha deciso il Collegio del Tribunale di Nocera Inferiore, presidente Anna Allegro e a latere i giudici Russo Guarro e Giuseppe Ravotti.

La sentenza

Racconta SalernoToday, la sentenza di non luogo a procedere è stata emessa giorni fa. L’imputato dovrà trascorrere due anni in una struttura psichiatrica, dalla quale potrà uscire se e solo non sarà più ritenuto un soggetto socialmente pericoloso.

Le accuse erano di violenza sessuale, detenzione di arma bianca, minacce aggravate, ingiuria e lesioni.

L’aggressione

Quella peggiore, di violenza sessuale, si consumò il 30 aprile in un condominio della periferia cittadina. Erano le 21.30, quando il nocerino aggredì la vittima, che non era altro che la sua vicina di casa.

La donna stava rientrando a casa dopo aver portato a spasso il cane. L’uomo l’aspettò e con violenza la girò spingendola con la schiena contro il muro. Con una mano le chiuse la bocca, con l’altra le palpeggiò il seno, poi la pancia, abbassandole infine maglia e reggiseno. La donna provò a divincolarsi, ma fu minacciata esplicitamente, sempre in termini sessuali, dall’aggressore.

Le minacce

Le urla della ragazza attirarono l’attenzione del figlio di lei e del convivente, ma il 44enne non si arrese, estraendo dalla tasca un coltello in lama d’acciaio di 30 centimetri. Urlando verso di loro: «Vi dovete stare zitti altrimenti vi taglio la testa. Qui comando io. Domani ti incendio la macchina» riferendosi al compagno della povera vittima.

Ma la situazione non migliorò. Alla vista della donna, che si trovava affacciata alla finestra di casa per fumare una sigaretta, l’imputato tornò alla carica, sbattendo i pugni sulla porta dei vicini e minacciando l’intera famiglia di morte. Di nuovo, il giorno seguente, quando con una serie di calci riuscì ad aprire per metà la porta dell’abitazione, persistendo nelle sue minacce e riuscendo, in quella circostanza, a schiaffeggiare la vittima al volto.

Quei comportamenti inspiegabili terminarono con un’ultima minaccia alla figlia della coppia, di soli 9 anni, alla quale promise che le avrebbe tagliato la testa.

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