Nocera Inferiore, emergenza all'Umberto I: turno di notte per i primari

NOCERA INFERIORE. All’Umberto I anche per i primari del pronto soccorso ci saranno le guardie notturne. In prima linea vi è il responsabile dell’emergenza nocerina Antonio Innac, ma anche il direttore del reparto di chirurgia generale di Pagani Aurelio Nasto. Nessuno può trarsi in salvo dalla dilagante emergenza sanitaria caratterizzata da una perpetuante carenza di […]

NOCERA INFERIORE. All’Umberto I anche per i primari del pronto soccorso ci saranno le guardie notturne. In prima linea vi è il responsabile dell’emergenza nocerina Antonio Innac, ma anche il direttore del reparto di chirurgia generale di Pagani Aurelio Nasto. Nessuno può trarsi in salvo dalla dilagante emergenza sanitaria caratterizzata da una perpetuante carenza di personale. Innac ha coperto il turno notturno tra domenica e lunedì ed Andrea Tortora ha fornito personale pure ieri mattina, con medici prestati al pronto soccorso.

Vi è stata persino una carenza di operatori socio sanitari, lunedì notte erano appena due su quattro previsti. Ieri, Maurizio D’Ambrosio, il direttore sanitario e quello amministrativo Luciana Mazziotti, avrebbero avuto l’ennesimo incontro a Salerno. Le soluzioni annunciate, però, non sembrano entusiasmanti. Lo stato è di emergenza, ci si affida alla disponibilità di chi può ancora effettuare qualche ora di straordinario senza, ovviamente, contravvenire alla legge 161.

Tale condizione ha mandato su tutte le furie il sindaco Torquato, che nel 3 giugno aveva mandato una lettera al commissario dell’Asl Salerno Giuseppe Longo e al direttore D’Ambrosio. Li aveva convocati in Comune, davanti alla commissione sanità, per discutere dei problemi e delle possibili soluzioni da mettere in campo, ma dopo le loro risposte ha sbottato: «Non mi interessa più incontrarli. Con il loro fare stanno dimostrando qual è il livello di gestione delle problematiche dell’ospedale “Umberto I”. Mi rivolgerò direttamente al presidente della Regione». Torquato ha aggiunto: «Devono avere il coraggio di stanare gli imboscati e chiudere servizi che altrove servono da palliativo. Sento totale insufficienza della risposta del management per la non volontà di adottare decisioni, anche drastiche, che consentirebbero di rimpinguare il personale nocerino. Se ne vadano a casa».

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