Morte in ospedale, sotto accusa medico del pronto soccorso

ANGRI. Toccherà al gip decidere sul decesso della angrese Romina Tieso, con la richiesta di archiviazione presentata dal pm seguita da opposizione della parte civile costituita. Il giudice Giovanna Pacifico ha fissato udienza il oventidue aprile 2015 per la valutazione, a fronte di una serie di mancanze sotolineate dalla difesa dei familiari della ragazza deceduta. […]

ANGRI. Toccherà al gip decidere sul decesso della angrese Romina Tieso, con la richiesta di archiviazione presentata dal pm seguita da opposizione della parte civile costituita. Il giudice Giovanna Pacifico ha fissato udienza il oventidue aprile 2015 per la valutazione, a fronte di una serie di mancanze sotolineate dalla difesa dei familiari della ragazza deceduta.

La Tieso morì per una diminuzione incontrollata delle piastrine, con letale alterazione del processo di coagulazione del sangue. L ’otto settembre 2013 la trentottenne si sentì male e arrivò al pronto soccorso con perdite di sangue dalle urine e dalla bocca, col ricovero immediato e l’improvviso aggravarsi, fino al decesso, con l’indagine a iscrivere nel registro per omicidio colposo il medico del pronto soccorso dell’ospedale di Nocera Inferiore, unico indagato nel procedimento penale. La difesa di parte civile chiede al giudice approfondimenti investigativi mai svolti, come l’audizione di testimoni presenti in ospedale, dei familiari, le consulenze integrative di medico legale, rianimatore ed ematologo, sottolineando la necessità di immediate cure per la patologia. La donna non beneficiò, a dire della memoria difensiva prodotta, di cure tempestive necessarie. “Dovette essere un familiare – scrive la difesa- a portare la documentazione sanitaria in altro ospedale, L’Andrea Tortora di Pagani, ed attendere l’esito della consulenza ematologica, per portare i risultati a Nocera”. La ricostruzione curata dal legale stabilisce l’ora di trasporto in ospedale alle 11.30, con i primi risultati dei prelievi alle dodici, con grave riduzione di piastrine e seguente richiesta di consulenza all’ospedale di Pagani. “Solo alle quindici e quindici venne effettuata trasfusione con pool piastrinico, alle ore sedici circa la paziente decedette”. Il tempo trascorso tra diagnosi e trasfusione venne rilevato anche dal consulente tecnico del pm, Zotti, perché la trasfusione doveva essere immediata, col pool di piastrine disponibile in emoteca.

Secondo lo stesso consulente il quadro clinico era comunque grave al punto da escludere condotte colpose . La porpora trombotica trombocitopenica, nome scientifico della patologia, aveva ed ha margini di intervento ampi: l’esito, e quindi il decesso della donna, potrebbe essere dipeso da eccessiva perdita di tempo prezioso. La donna ha lasciato due figlie e il marito, ora costituiti parte civile con l’avvocato Flavio Del Forno, che chiede l’integrazione.

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