Il mondo picentino dice “No al termovalorizzatore”

Pacificamente, ma con fermezza ed estrema convinzione i residenti e gli amministratori dell’area dei Picentini, con il supporto di associazioni ambientalistiche e del Comitato “No inceneritore”, hanno protestato contro la realizzazione del termovalorizzatore, dando vita a un presidio a Cupa Siglia, nel territorio salernitano, precisamente al confine tra San Cipriano Picentino e Pontecagnano, proprio dove […]

Pacificamente, ma con fermezza ed estrema convinzione i residenti e gli amministratori dell’area dei Picentini, con il supporto di associazioni ambientalistiche e del Comitato “No inceneritore”, hanno protestato contro la realizzazione del termovalorizzatore, dando vita a un presidio a Cupa Siglia, nel territorio salernitano, precisamente al confine tra San Cipriano Picentino e Pontecagnano, proprio dove potrebbe sorgere l’impianto, accanto al cementificio. Era presente anche l’assessore all’ambiente del Comune di Salerno, Gerardo Calabrese, che ha ribadito il dissenso dell’amministrazione in merito alla questione, precedentemente espressa in diversi atti deliberativi. «Il termovalorizzatore alle porte dei Picentini, area di eccellenze agricole, tra cui le nocciole Dop, sarebbe un’opera inutile oltre che dannosa. Quello di Acerra è sufficiente per smaltire i fabbisogni regionali. In Campania c’è bisogno di altro, in particolare servono gli impianti di compostaggio». Queste le parole di Mario Codanti, portavoce del Comitato. Sulla stessa linea, Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente: «Le parole d’ordine devono essere pianificazione e potenziamento della raccolta differenziata».La problematica ruota attorno al fatto che, a seguito del blocco di una linea del termovalorizzatore di Acerra – l’unico in Campania- e del trasferimento delle ecoballe da Coda di Volpe di Eboli, si prospetta una nuova emergenza rifiuti. In realtà, si potrebbe incentivare la realizzazione degli impianti di compostaggio viste le alte percentuali di raccolta differenziata registrate in molti comuni, piuttosto che il termovalorizzatore.

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