Microfoni per spiare l’ex: va alla sbarra

SCAFATI. Fissata il prossimo undici dicembre davanti al gup Valiante l’udienza preliminare per lo scafatese A. P., accusato di maltrattamenti e lesioni nei confronti della convivente. L’uomo aveva il terrore di essere tradito, al punto da diventare violento e ossessivo fino al controllo maniacale della sua ex compagna. In particolare l’indagato aveva predisposto un sistema […]

SCAFATI. Fissata il prossimo undici dicembre davanti al gup Valiante l’udienza preliminare per lo scafatese A. P., accusato di maltrattamenti e lesioni nei confronti della convivente.

L’uomo aveva il terrore di essere tradito, al punto da diventare violento e ossessivo fino al controllo maniacale della sua ex compagna. In particolare l’indagato aveva predisposto un sistema per registrare l’audio in casa di lei a caccia di comportamenti infedeli. L’uomo aveva messo insieme le registrazioni ambientali per ricostruire e spulciare le mosse della donna, ingiuriandola e minacciandola a più riprese, prendendosela anche con i suoi genitori, che a suo dire la coprivano per impedire la scoperta della verità. Lui era certo che la donna lo tradisse intrattenendosi con altri uomini, che andavano avanti con la complicità della sua famiglia, dove lo stesso indagato era una vittima al centro di un raggiro ben congegnato.

I tradimenti erano diventati un incubo che non gli lasciavano pace, trasformando il rapporto in un’ossessione, scatenando comportamenti intollerabili destinati a rendere impossibile la vita alla donna, offesa e umiliata più volte in pubblico, davanti ai figli minori, apostrofata e descritta come una femmina di poco valore, adusa a frequentare altri uomini, e per questo degna di essere cacciata da casa. A tali eccessi non difettavano i rituali e diffusissimi comportamenti persecutori comuni, come le telefonate infinite sull’utenza cellulare a tutte le ore del giorno e della notte, senza lasciare neanche il tempo di lavorare.

Dopo la denuncia arrivarono anche le botte, i pestaggi e gli episodi di violenza nei suoi confronti. L’ulteriore accusa di lesioni data diciannove novembre 2012, con lui che afferra la convivente per le braccia, “spingendola ripetutamente con la testa contro la porta”, le causa lesioni personali sparse e lei che arriva dritta in ospedale, con alcuni giorni di prognosi. Le parole “trauma cranico non commotivo, contusione arcata sovraorbitaria, contusiome ecchimorfica al braccio destro” parlano chiaro.

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