Luigi Ridosso junior lascia il carcere. Va ai domiciliari fuori regione

Per il giovane capo della cosca è stato però disposto l'allontanamento non solo da Scafati, ma dall'intera regione per evitare contatti con i clan

SCAFATI. Luigi Ridosso junior lascia il carcere. Va ai domiciliari fuori regione. È il figlio di Salvatore Ridosso, ritenuto all’Antimafia uno dei promotori dell’organizzazione criminale che a Scafati si muoveva mettendo a segno estorsioni e spingendosi fino all’hinterland vesuviano. È anche ritenuto colpevole del patto politico mafioso per le Amministrative del 2013.

Luigi Ridosso junior lascia il carcere. Va ai domiciliari fuori regione

A decidere per i domiciliari fuori regione sono stati, ieri, i giudici della Corte d’Appello del tribunale di Salerno che, come già aveva fatto il gip Indinnimeo due giorni prima, hanno accolto l’istanza avanzata dal legale del 32enne, l’avvocato Michele Sarno.

Allontanato da Scafati

Per il giovane capo della cosca è stato però disposto l’allontanamento non solo da Scafati, roccaforte del clan, ma anche dall’intera regione nella quale sono ancora saldi i legami con gli altri esponenti della camorra locale.

Luigi Ridosso jr, così come già disposto due settimane fa per il cugino Gennaro, resterà quindi sottoposto alla misura dei domiciliari fuori dalla Campania nella quale, al momento, non può più mettere piede.

È stato condannato a 5 anni ed 8 mesi di reclusione dal gup Emiliana Ascoli per scambio di voto politico-mafioso e dal gup Zambrano per estorsione e usura per aver fatto parte del clan Ridosso-Loreto. A luglio, in una lettera manoscritta, ha ammesso ogni addebito dichiarando il proprio pentimento senza però rivolgere accuse ad alcuno.

Chi è Luigi Ridosso junior

Luigi Ridosso jr si è descritto come un giovane psicologicamente fragile a causa della morte del padre. Il 32enne, omonimo del cugino figlio di Romolo, aveva solo 16 anni quando il padre Salvatore “piscitiello” fu ucciso in un agguato in via Vitiello, ma le cronache giudiziarie che hanno ricostruito il contesto nel quale si era scatenata una faida tra i Ridosso e i Muollo lo descrivono già come pienamente inserito nel contesto criminale scafatese.

Ritenuto dall’Antimafia uno dei promotori del gruppo Ridosso-Loreto, il 32enne, così come il cugino Gennaro, è accusato di aver siglato un patto con una parte della classe politica, quella legata ad Angelo Pasqualino Aliberti per ottenere in cambio di voti, appalti e incarichi nella pubblica amministrazione.


fonte il mattino

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