L’Occhio di Salerno incontra i musicisti: intervista agli Shut Up Munch

Proseguono le interviste de L’Occhio di Salerno agli artisti e gruppi emergenti del panorama musicale della provincia di Salerno. Qui di seguito l’intervista ai salernitani Shut Up Munch (Fausto Cianciullo: basso/synth/cori ; Gianluca Cocomero: batteria/pad elettronici/cori; Marco Gentile: chitarra; Tony Cleptòn : voce/chitarra/effetti). Chi sono gli Shut Up Munch? Come è nata l’idea del gruppo […]

Proseguono le interviste de L’Occhio di Salerno agli artisti e gruppi emergenti del panorama musicale della provincia di Salerno. Qui di seguito l’intervista ai salernitani Shut Up Munch (Fausto Cianciullo: basso/synth/cori ; Gianluca Cocomero: batteria/pad elettronici/cori; Marco Gentile: chitarra; Tony Cleptòn : voce/chitarra/effetti).

Chi sono gli Shut Up Munch? Come è nata l’idea del gruppo e del nome della band?

Gli Shut up Munch nascono dall’esigenza di esprimere un sentimento di repressione: il concetto è nato subito dopo aver formato la band, forse anche grazie alla forte conflittualità caratteriale degli elementi del gruppo, provenienti da background musicali completamente diversi. Il nome nacque da un dialogo tra me (Antonio) e Gianluca, in sala dopo le prove, dove il riferimento al noto “Urlo” di Munch e lo “shut up”, espressione fresca, spensierata e terribile, furono messi insieme come due forze contrarie nello stesso concetto/nome.

Ascoltando il nuovo brano che avete prodotto per Casa Lavica, “Bagdad” ho pensato all’alt-rock: che artisti hanno influenzato la vostra carriera musicale?

Generalmente ognuno di noi ascolta la musica che vuole e porta, di conseguenza, tutto se stesso alle prove per creare nuovi arrangiamenti. Proprio grazie alla diversità negli ascolti e alla voglia reciproca di venirsi incontro (a volte in maniera non proprio così pacifica!) si trovano soluzioni che convincono tutti e quattro.

Com’è nata invece l’idea della canzone?

Il pezzo è nato come tutti gli altri in sala prove, nel sudore e nei conflitti umani che ci legano quotidianamente. Il testo lo scrissi io (Antonio) un annetto fa e racconta la mia avversione ad eroicizzare marionette belliche. Su queste tematiche si è sempre troppo attuali.

Avete altri progetti in cantiere, altre demo in lavorazione?

In cantiere abbiamo il video live di “Non è J” e qualche altra sorpresa che anticiperà l’uscita del nostro primo disco con l’etichetta Casalavica.

Qual è stata l’esperienza più emozionante vissuta in questi anni con il gruppo?

La più emozionante? Diciamo che l’anno scorso ci siamo tolti le prime soddisfazione: abbiamo conquistato il secondo posto al festival “Linea d’Ombra” e abbiamo vinto i contest di “Musica è” e “Free Music”. Lì abbiamo incontrato persone ed artisti che hanno da subito creduto in noi, dandoci forza e consigli e, soprattutto, dimostrandosi vicini nel tempo.

Dove possiamo ascoltarvi dal vivo prossimamente?

Per tenersi aggiornati sui nostri live è sempre consigliabile seguire la nostra pagina Facebook. Per ora bollono in pentola alcune serate interessanti: per esempio apriremo il concerto dei Soviet Soviet al George Best di Napoli.

Un giudizio sulla scena musicale della provincia di Salerno!

I progetti musicali ci sono e anche di qualità, ma sfortunatamente nel salernitano la musica più spinta (e magari non necessariamente in 4/4) non trova sempre lo spazio che merita. Fortunatamente c’è gente che si dà quotidianamente da fare per cercare di cambiare le cose.

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