Lesione del midollo spinale: nasce la cura

Una scoperta dal sapore miracolare sdogana la fausta prognosi della paralisi da lesione del midollo spinale. I risultati di una cura sperimentale fanno ben sperare per la ripresa delle funzioni motorie di chi è costretto su una sedia a rotelle. Darek Fidyka, un bulgaro di 40 anni, ex vigile del fuoco, paralizzato dalla vita in […]

Una scoperta dal sapore miracolare sdogana la fausta prognosi della paralisi da lesione del midollo spinale. I risultati di una cura sperimentale fanno ben sperare per la ripresa delle funzioni motorie di chi è costretto su una sedia a rotelle. Darek Fidyka, un bulgaro di 40 anni, ex vigile del fuoco, paralizzato dalla vita in giù per una lesione al midollo spinale, causata da una scarica di coltellate subite durante un’aggressione, è il primo ad essersi sottoposto ad un trapianto di cellule olfattive per riacquistare la motilità degli arti inferiori. Brillante l’intuizione dei medici polacchi e dei ricercatori britannici della University College di Londra che hanno sfruttato la capacità dei neuroni delle cellule olfattive di seguire un peculiare ciclo continuo di crescita, morte e rigenerazione che varia dalle 4 alle 8 settimane. Il trapianto è avvenuto attraverso un centinaio di microiniezioni di cellule olfattive, prelevate dal paziente stesso, nel punto di lesione del midollo spinale, in cui è stato inoltre inserito un innesto di nervo, preso dalla caviglia, per creare un’impalcatura su cui crescere i neuroni neoformanti. Così è stata possibile la crescita delle fibre nervose recise, che, già dopo tre mesi dall’intervento, hanno manifestato dei formicolii alle gambe, i cui muscoli hanno cominciato a riacquistare il perduto tono, ristabilendo, inoltre, la sensibilità sensoriale al tatto con una corretta discriminazione tra caldo e freddo. Adesso, dopo un anno dall’operazione, in seguito ad accurate sedute di fisioterapia, Darek può muoversi sulle proprie gambe con l’ausilio di un deambulatore ed è tornato anche alla guida della propria automobile. Oggi sorride ripensando a quel lontano e passato giorno in cui gli dissero “Non potrai più camminare”.

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