L'occhio di Salerno

Il regalo di Natale di “Babbo” Melchionda del 22/12/2011

Francesca Rinauro
 Il regalo di Natale di “Babbo” Melchionda

Gli Ebolitani sotto l'albero troveranno quest'anno non solo il regalo del governo Monti, ma anche quello del loro sindaco Melchionda. Per l'amor di Dio, le motivazioni sono sempre le stesse: è una scelta obbligata; se non facciamo i sacrifici ora, staremo peggio domani; ce l'impongono le scelte che vengono fatte altrove: l'unione europea (per Monti); il governo nazionale (per Melchionda). Questo la "litanìa" a cui ci hanno abituato in questi mesi, sia a livello nazionale, sia a livello locale. Così, nel Consiglio comunale del 16 dicembre scorso, una Maggioranza sempre più lontana dalla realtà degli Ebolitani, che continua a parlare di una città che non c'è, che non riesce a fare i conti con una città stremata, in ginocchio, dove ormai l'economia è in apnea, dove il commercio è precipitato in una crisi spaventosa, dove i servizi sono scomparsi (basti pensare al trasporto pubblico, e ad una manutenzione di cui si è perso anche il significato della parola), dove non c'è più una vita culturale degna di questa parola, dove ci si avvia ad un Natale grigio e triste, dove la sicurezza dopo un anno e mezzo aspetta ancora l'accensione delle famose telecamere, ha deliberato da sola, rifiutando qualsiasi colloquio con le opposizioni, l'aumento dell'addizionale irpef fino al massimo di legge: 0,8%.  Nel periodo fra il 2010 ed il 2011, questa Maggioranza, che non riesce a mettere in campo un progetto, un disegno della città che si vorrebbe costruire, è stata capace però di decidere: aumento della T.A.R.S.U. del 30% circa; raddoppio dell'addizionale comunale sull'accisa sull'energia elettrica; aumento del 33% delle tariffe per i parcheggi pubblici;  aumento dell'800% dell'addizionale comunale sull'I.R.P.E.F. Queste sono le uniche cose concrete che quest’Amministrazione è riuscita ad offrire agli Ebolitani in questi anni! A questo si aggiunge l'incapacità dell’ alienazione dei beni patrimoniali comunali, con uno scontro con l'amministratore delegato di quella società che, in un anno, ha accumulato qualche decina di migliaia di euro di deficit (pur non pagando fitti, né personale, né servizi) che se ne è andato sbattendo la porta; e si aggiunga lo stato di "smobilitazione" della società Multiservizi dopo una gestione dissennata che l'ha portata a chiudere l'anno 2010 con 719.000 euro di perdita, dopo aver chiuso il 2009 con 100.000 euro di utile, e con 13 lavoratori messi in mobilità dopo mesi e mesi di cassa integrazione. Avevamo chiesto a quest’Amministrazione, a questa Maggioranza di aprire una sorta di tavolo permanente di "concertazione" con il Consiglio comunale, per gestire in modo condiviso questa fase difficile dell'ente locale. Hanno risposto con l'arroganza di chi ritiene di avere la risposta a tutti i problemi, chiudendosi a riccio, e venendo in Consiglio solo per ratificare decisioni già stabilite nella "stanza dei bottoni" in una sorta di "sceneggiata" (tragica!) che vede il Consiglio comunale come un “luogo in cui si perde tempo”, in cui la discussione avviene, il più delle volte, dinanzi ai banchi vuoti della Maggioranza, che bivacca nei corridoi, per poi entrare in aula solo per alzare la mano. E nel Consiglio del 16 dicembre questa Maggioranza la mano l'ha alzata per fare questo “regalo di Natale” ai cittadini ebolitani: un "salasso" di fine anno a partire da chi ha un reddito imponibile di 1000 euro al mese (fra l'altro era possibile, per legge, fare una scelta diversa e dare un senso di progressività al prelievo: manco quello si è voluto prendere in considerazione); agli Ebolitani non resta che ringraziare “Babbo” Melchionda e le sue renne, pardon!, e la sua Maggioranza.

 

 



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