L'occhio di Salerno

Camorra, Dda Napoli chiede arresto Nicola Cosentino del 06/12/2011

Redazione
Camorra, Dda Napoli chiede arresto Nicola Cosentino
La procura di Napoli ha chiesto l'arresto del parlamentare del Pdl Nicola Cosentino, nell'ambito di un'inchiesta in cui sono stati emessi oltre 70 provvedimenti restrittivi, di cui 60 in carcere, nei confronti di persone riconducibili alle fazioni Schiavone e Bidognetti del clan camorristico dei Casalesi.

Lo riferiscono oggi fonti giudiziarie precisando che per Cosentino - per il quale è stata depositata la richiesta di autorizzazione a procedere alla Camera - l'accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa.

La Dia partenopea ha chiesto l'arresto anche per l'ex-sindaco di Casal di Principe Cristiano Cipriano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Al momento non è stato possibile contattare gli interessati per un commento. Le indagini riguardano tre filoni che si intrecciano: i presunti brogli elettorali nelle elezioni del 2007 e del 2010, una presunta attività di imprenditoria mafiosa e la costruzione del centro commerciale "Principe" che ha ottenuto finanziamenti per 5,5 milioni, grazie a funzionari di banca.

Nell'indagine sono coinvolti anche tre "funzionari deviati" di UniCredit banca per l'impresa coinvolti per aver favorito il finanziamento avvenuto sulla base di una polizza fideiussoria. I tre sono accusati anche di truffa nei confronti dell'istituto di credito.

Per quanto riguarda al voto di scambio, dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho con i pm Francesco Curcio, Antonello Ardituro e Henry John Woodcok, sarebbe emerso che, a seconda dei casi, si votava tramite la duplicazione della scheda di persone malate di mente, a volte detenuti. Oppure in assenza di documento è stato permesso il voto su falsa attestazione di componenti del seggio elettorale.

Sarebbe stato usato il sistema della scheda ballerina, portando all'esterno una scheda bianca che veniva poi votata e data a cittadini che dovevano portate fuori dal seggio la loro scheda bianca. In cambio sarebbero state garantite alcune assunzioni o pagati 50 o 100 euro.

Secondo le fonti nell'operazione sono coinvolti anche altri esponenti politici di rilievo nazionale e locale, personaggi del mondo imprenditoriale attivi in Campania ma anche nel Lazio, in Toscana, in Emilia Romagna, in Lombardia e in Veneto. 

Fonte www.reuters.it


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