Inchiesta all’hospice di Eboli: tutti i nomi degli indagati. Ci sono medici ed infermieri

Inchiesta all'hospice di Eboli. Tutti i nomi degli indagati e i fatti. Ci sono noti medici ed infermieri. Via agli interrogatori

ASL distretto sanitario Eboli hospice

EBOLI. Inchiesta all’hospice di Eboli. È stato ascoltato ieri il medico legale Antonio Magrini,  sottoposto a misura interdittiva nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria che ha smantellato l’unità operativa di Medicina del dolore e cure palliative nonchè la Medicina legale dell’Asl distretto 64 di Eboli. Davanti al gip Ubaldo Perrotta e al sostituto procuratore Elena Guarino, il medico ha affermato che «assentarsi da lavoro era una prassi, non era giusto, ma l’ho fatto in buona fede».

Non si sono presentati, chiedendo ai propri legali di fiducia di rinviare l’interrogatorio di garanzia, gli altri due medici legali sospesi dal servizio con l’accusa di truffa allo Stato, in quanto assenteisti, Luigi Mastrangelo e Giovanni Zotti.

Sarà ascoltato giovedì, su richiesta del suo avvocato, il medico Alessandro Marra, l’unico sottoposto agli arresti domiciliari. A lui viene contestato anche di aver praticato l’eutanasia ad un ragazzo di 28 anni, Carmine Giannattasio.

Gli interrogatori degli infermieri

Nei prossimi giorni si terranno anche gli interrogatori degli infermieri, sospesi dal servizio.

Le accuse

Le contestazioni a carico del medico dell’hospice Alessandro Marra sono di concorso formale in truffa aggravata e falsità ideologica, peculato, abuso d’ufficio ed omicidio. Per tutti gli altri sottoposti a misure interdittive di truffa aggravata, per gli infermieri anche di peculato. Oltre ai tre medici – Magrini, Zotti e Mastrangelo – ci sono gli infermieri professionali Carmine Iorio; Davide Di Maio; Cosimo Galdi; Loredana De Ruberto; Liliana Moccaldi; Gerarda Conte; Claudio Schettini.

L’inchiesta

L’inchiesta era partita a settembre dello scorso anno, dopo la denuncia di una infermiera che aveva notato la mancanza in farmacia di quattro fiale di morfina. Le indagini avevano portato i carabinieri a scoperchiare un vero e proprio vaso di Pandora.

Sono stati individuati i dipendenti che si assentavano ingiustificatamente – anche per l’intera giornata – dopo aver timbrato; che utilizzavano l’auto di servizio per faccende personali; che falsificano le schede dei report di accessi giornalieri – quelli in pratica che documentavano i servizi esterni per le visite domiciliari-; che falsificavano le firme dei pazienti relativamente alle prestazioni ricevute.

Nel corso dei controlli i carabinieri del Nucleo antisofisticazione hanno anche trovato, a casa degli indagati, materiale prelevato dalla farmacia: da medicinali ospedalieri costosi a garze e siringhe. Quindi hanno potuto constatare come un sindacalista abbia minacciato l’infermiera per farle fare marcia indietro.

Diciotto gli indagati, undici quelli destinatari di misure restrittive.

Indagato anche un sindacalista dell’Asl

È indagato ma non è destinatario di alcun provvedimento restrittivo, anche un sindacalista dell’Asl, Vito Pastena. Non solo si sarebbe appropriato di alcuni medicinali per uso personale dalla farmacia dell’hospice, grazie al rapporto di amicizia con Alessandro Marra ma, cosa ancor più grave, è accusato di violenza per aver minacciato l’infermiera che, con la sua denuncia, ha fatto partire l’inchiesta.

Il farmaco killer per uccidere Carmine Giannattasio

Ha utilizzato il Midazolam in quantità molto elevate Alessandro Marra per «far addormentare» definitivamente il ragazzo di 28 anni malato terminale, Carmine Giannattasio.

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