I fratelli Di Domenico da Castelnuovo: i “Lumière” del cinema sudamericano

I fratelli Di Domenico, conosciuti come i "Lumière della Colombia", erano di Castelnuovo di Conza, la nascita del cinema colombiano fu merito loro

I fratelli Di Domenico, conosciuti come i “Lumière della Colombia“, erano di Castelnuovo di Conza.

Questa è una storia che sembra tratta da un film, Francesco Di Domenico era un uomo ambizioso e poliedrico, aveva viaggiato per mezzo mondo occidentale e siamo solo agli inizi del 1900. Don Pacho – diminutivo di Francisco in spagnolo – Francesco di Geronimo in poco tempo conquistò la Colombia, era amico del presidente della Repubblica Pedro Nel Ospina e di José Vicente Concha, si recava spesso al palazzo presidenziale, al quale partecipa con moglie e figli.

Le origini dei fratelli Di Domenico

Francesco di Domenico(1880-1966) e Vincenzo Di Domenico (1882-1955) nascono a Castelnuovo di Conza da madre casalinga, Maria Cozzarelli e padre gioielliere. Francesco aveva sempre dimostrato particolare attenzione per le “macchine” di proiezione forse anche affascinato dal fotografo del paese per cui lavorava. Era un avventuriero e questo lo aveva portato a viaggiare in paesi come il Senegal, Mauritania, Guinea, Costa d’Avorio, Alto Volta, Dahomey, Sudan, Niger, Panama con il suocero e lo zio a Colon apre il negozio “Italian Bazaar”.



Nel 1909 Francesco e il fratello Vincenzo Di Domenico raggiungono Milano e comprano trenta metri di pellicola, due proiettori un generatore elettrico e tutti gli strumenti necessari per realizzare il sogno: entrare nel mondo del cinema. Forse fu l’ambizione economica e una certa predisposizione al rischio a convincere Francesco Di Domenico ad investire in questa impresa. Partirono per Ville Lumière, Parigi la città del cinema. Fondano la loro prima società, la “Cinema Olympia” e comprarono altre pellicole. Con la società Pathé Frères stipulano un contratto per l’acquisto dei diritti d’autore dei loro film che sarà l’inizio di importanti rapporto d’affari.

Il cinema in Colombia

Era l’anno 1985 quando, in uno scantinato di Parigi, i fratelli Lumière proiettarono le prime immagini in rapida sequenza. Nasce il cinema! Tutti gli stati si adoperarono ad aprire sale per proiettare “fotografie scattate in rapida successione che davano l’illusione di movimento.

Anche il cinema Colombiano si adoperò, con due anni di ritardo nel 1897 Thomas Edison porta in Colombia il primo vita scope. Nel 1905 il presidente della repubblica colombiano Rafael Reyes Prieto affida a un operatore le riprese di parate militari e di inaugurazioni.

I fratelli Di Domenico

Si inizia a parlare di vero cinema quando, nel 1912, arrivano in Colombia i fratelli Francesco e Vincenzo Di Domenico e iniziano a importare film francesi e italiani. Nel 1913 creano la Società SICLA industriale cinematografica latino-americana (sociedad industrial cinematográfica latino-americana) insieme a Donato e Giovanni Di Doménico Mazzoli e a Giuseppe ed Erminio Di Ruggiero.



Iniziano i primi successi in Colombia e Francesco Di Domenico scrive alla moglie:

“Queste prime proiezioni hanno successo e Francesco scrive alla moglie: La vita in America è buonissima, lontana dall’invidia e dalla critica, come tra veri gentiluomini. Qui tutti, anche quelli che non possiedono nulla, fanno vita da signore, senza dover rendere conto a nessuno. Io là ero la persona più insignificante, e qui la più rispettata, in tutto…”



Nel 1915 presentarono nelle sale un film di loro produzione El drama del 15 de Octubre – Il dramma del 15 ottobre – la storia dell’assassino del generale Rafael Uribe Uribe avvenuto il 15 ottobre 1914. Il film fece molto scalpore in quanto vennero intervistati i veri fratelli Uribe dal carcere dove erano detenuti. I fratelli Di Domenico erano troppo all’avanguardia per i costumi del periodo. Vincenzo aveva iniziato a riprendere gli eventi sociali e religiosi come La Fiesta del Corpus y de San Antonio, La Fiesta de las flores, Maniobras del ejército en el puente del comùn. Era ormai comune vedere le signore indossare i vestiti migliori, perché era possibile che gli italiani stessero filmando, e a nessuno dispiaceva l’idea di uscire su una pellicola.

Nel 1916, nelle maggiori città colombiane, uscì la rivista Pelìculas, diretta da Francisco Bruno e finanziata dai fratelli Di Domenico aveva cadenza settimanale e una tiratura di cinquemila esemplari.

Nel 1923 i fratelli Di Domenico producono Aura o las violetas, tratto dal romanzo di José María Vargas Vila. Il cortometraggio, della durata di 18 minuti, racconta la storia di un matrimonio burrascoso tra un ricco uomo attempato e una giovane ragazza povera. Segue Comolos muertos ( fu la prima produzione girata interamente in uno studio coperto) El amor, el deber y el crimen, per la quale madrina di eccezione fu l’attrice italiana Lyda Restivo





Nel 1927 ci fu la svolta del cinema mondiale: la nascita del cinema sonoro. Questo determinò la fine di tutti quelli che erano diventati pionieri del cinema muto come Charlie Chaplin. Questa rivoluzione del suono non risparmiò neanche i fratelli Di Domenico i quali avendo investito una grossa somma nell’acquisto di un nuovo patrimonio di pellicole mute, sia europee sia nordamericane, e non ha la liquidità per accedere al nuovo mercato. I fratelli Di Domenico che avevano rivoluzionato e anticipato le tecniche cinematografiche caddero in miseria.

Nell’ottobre del 1928, la società “Di Domenico Hermanos & Cía” fu venduta ad Alejandro, Antonio e Gabriel Angel, di Medellìn, a cui diedero il nome “Cine Colombia S.A.” attiva ancora oggi nel gestire la distribuzione di pellicole e spettacoli nel paese colombiano.

 

Sandro Bozzolo in un progetto ha racconta la storia dei fratelli Di Domenico

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