Finti matrimoni nell’Agro, in 12 rischiano il processo

La vicenda riguarda un giro di matrimoni taroccati, coinvolti molti scafatesi. E tra gli indagati ci sono cognomi illustri e insospettabili

NOCERA INFERIORE. In 12 rischiano il processo per i falsi matrimoni nell’Agro. Lo chiede la Procura di Nocera Inferiore dopo la chiusura delle indagini. La vicenda riguarda un giro di matrimoni taroccati, coinvolti molti scafatesi. E tra gli indagati ci sono cognomi illustri e insospettabili, parenti di comunali e “amici” importanti anche di politici locali. Le accuse vanno dal falso alla truffa ai danni dello Stato.

Falsi matrimoni: coinvolti insospettabili e cognomi illustri

Tutto dietro compenso che andava dai 2mila ai 10mila euro a seconda delle possibilità economiche. Il blitz fu messo a segno dalle forze dell’ordine proprio a Scafati e portò a sei arresti. In manette Carmela, Anna e Assunta Bevilacqua, madre, figlia e nipote di Scafati.

Obbligo di firma invece per un 79enne. Intercettazioni, interrogatori e controlli incrociati hanno così consentito ai carabinieri di arrivare alla banda che aveva messo in piedi dal 2004 una vera e propria agenzia matrimoniale illegale. L’inchiesta fu avviata dopo una segnalazione alla Questura di Salerno.

L’inchiesta della Polizia municipale

A scoprire parte del giro furono i vigili urbani del comando di Polizia municipale di Scafati, all’epoca alla guida di Alfredo D’Ambruoso: i caschi bianchi avevano scoperto con una minuziosa attività di indagine, un vero e proprio sistema truffaldino che serviva a raggirare la legge sull’immigrazione clandestina con circa trenta matrimoni sospetti a Scafati, ma con una lista cresciuta ancora di più negli anni.

L’elenco delle nozze sospette era stato inviato in Procura ed era scattata l’inchiesta sui matrimoni. L’unione che avveniva “per convenienza” tra un italiano ed uno straniero, uomo e donna, che si sposano nel paese d’origine del coniuge extracomunitario e poi regolano le nozze in Italia con la richiesta di “ricongiungimento familiare”: il tutto con un vero e proprio raggiro della legge e un giro di mazzette.

Ad insospettire i militari all’epoca i tanti matrimoni nel pieno centro storico, da sempre centro multietnico.

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