Eboli, droni a infrarossi per dare la caccia a chi inquina il Sele

Convocato ieri mattina d'urgenza dall'ente "Riserve Foce Sele" un tavolo tecnico, sula vicenda sversamento di liquami nel fiume

EBOLI. Convocato ieri mattina d’urgenza dall’ente “Riserve Foce Sele” un tavolo tecnico, sulla vicenda sversamento di liquami nel fiume.

All’incontro che si è tenuto presso l’hotel Clorinda Capaccio Paestum tra il neo presidente dell’ente Riserve naturali Foce Sele-Tanagro e Monti Eremita Marzano, Antonio Briscione , ed i sindaci di Capaccio-Paestum, Franco Palumbo , di Eboli, Massimo Cariello , di Altavilla Silentina, Antonio Marra e di Albanella, Renato Iosca , hanno preso parte anche i tecnici dei vari Comuni.

Una vera e propria task-force tra enti che vedrà l’istituzione presso il Comune di Capaccio di un numero verde per le segnalazioni dei cittadini e l’avvio di controlli in tutta la Piana del Sele: è questa la “linea” concordata tra i vari enti per mettere fine a quella che ormai è diventata un’emergenza inquinamento del fiume Sele.

Fatti preoccupanti che hanno spinto Briscione ed i sindaci, a sottoscrivere un documento da inviare al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa , al governatore della Regione, Vincenzo De Luca e alla Procura della Repubblica.

Tutto ha avuto inizio ad inizio settimana, quando alcuni pescatori, giunti alla Foce del Sele, hanno scoperto e filmato che le acque del fiume erano tinte di marrone scuro e nero. Un fiume, il Sele, sottoposto a tutela dell’Ente Riserva, ma utilizzato da uomini senza scrupoli, come una vera “discarica a cielo aperto” dove a partire da canali, vengono scaricati direttamente in acqua, letame bufalino e rifiuti che giunti agli argini del fiume, si propagano velocemente fino al mare.

Non è la prima volta però, che la vicenda inquinamento causato dallo sversamento illegale e diretto nell’acqua del fiume di materiali e liquami provenienti da aziende zootecniche e agricole, fa discutere le Istituzioni.

Già tre anni fa infatti, la Procura della Repubblica, avviò un’inchiesta (titolare Erminio Rinaldi) con multe, processi e sequestri di alcune aziende.

Indignato per l’accaduto il presidente Briscione «L’inquinamento dei corsi d’acqua e del Fiume Sele comportano ripercussioni negative sull’ambiente e sull’economia turistica della fascia costiera – spiega il neo presidente dell’Ente Riserve Naturali, che non usa mezzi termini metteremo in atto, insieme alla Regione un accordo per dare il via al “contratto di fiume”, attuando ogni azione per mettere fine agli sversamenti illegali, attraverso una task force con a capo l’Ente Riserva, in modo da poter eseguire controlli a tappeto nelle aziende zootecniche del territorio e smascherare coloro che sversano illecitamente i reflui nei corsi d’acqua».

Controlli che si svolgeranno in collaborazione con l’Asl di Salerno e con l’ausilio di droni ad infrarossi.


Fonte: La Città di Salerno 

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