Droga, pizzo, gioco d’azzardo: a processo clan Pecoraro Renna

Il prossimo 27 settembre arriverà invece la sentenza per gli imputati che hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato

Droga, pizzo, gioco d’azzardo: a processo clan Pecoraro Renna


Pioggia di rinvii a giudizio per i protagonisti del sodalizio che, raccogliendo l’eredità del clan Pecoraro Renna, aveva imposto la leadership nella piana del Sele.

Ieri il gup del tribunale di Salerno Vincenzo Pellegino ha sciolto la riserva disponendo il processo per tutti gli imputati che non avevano chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato.

Dovranno quindi presentarsi il prossimo 19 dicembre davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Salerno Roberto Benicchi, Enrico Bisogni, Sergio Bisogni, Agostino Cavallaro, Tommaso Cerrato, Sabino De Maio, Alfredo De Santis, Antonio Di Benedetto, Mario Donnarumma, Luigi Giuliano, Salvatore Izzo, Pierpaolo Magliano, Biagio Parisi, Paolo Pastina, Carmine Pecoraro, Pasquale Pellegrino, Antonio Piscopo, Cosimo Podeia e Vincenzo Marciano e Michele Della Notte (nel collegio difensivo gli avvocati Raffaele Francese, Massimo Torre, Luigi Gargiulo e Pierluigi Spadafora).

Gli imputati con il rito abbreviato

Il prossimo 27 settembre arriverà invece la sentenza per gli imputati che hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato.

Si tratta di Biagio Giffoni, Salvatore Di Nolfo, Sabatino Fasulo, Carmine Izzo, Paolo Maggio, Cosimo Melillo, Bruno Noschese, Lucia Noschese, Valter Pagano, Luigi Piscopo, il collaboratore di giustizia Paolo Podeia, Carmine Viscido, Annamaria Zoppo, Pasqualino Garofalo e Franco Cataldo, quest’ultimo impiegato comunale a Battipaglia e incaricato secondo la Procura di fornire informazioni al clan sugli appalti affidati dall’ente, avvicinando per primo gli imprenditori da sottoporre a estorsione.

Si sono già costituiti parte civile il battipagliese Antonio Campione, che nel suo distributore di carburante in località Taverna Delle Rose avrebbe subìto estorsioni periodiche per decine di migliaia di euro, e Antonio Lombardi, ex patron della Salernitana calcio, a cui nel 2001 furono danneggiati betoniera ed escavatore in un cantiere per il rifacimento di marciapiedi, a Battipaglia.

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