Droga a Salerno: oggi si trova sul web, tra Telegram e WhatsApp

La droga a Salerno viaggia su Telegram e WhatsApp. La rete dello spaccio finisce online, in particolare quello della cocaina

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La droga in provincia di Salerno viaggia su Telegram e WhatsApp. La rete dello spaccio finisce online, in particolare quello della cocaina. Sono ormai lontani i tempi dello spacciatore per strada, sul marciapiede, in attesa dei clienti.

Dove trovare la droga

Trattative ed accordi, quantità, prezzo e luoghi di incontro oggi si decidono online, su su piattaforme criptate che danno almeno la parvenza di una maggiore sicurezza.

La strada ed i vecchi metodi sono ormai solo per il piccolo spaccio quello del “fumo”. Che si può trovare ancora nei classici luoghi di spaccio, come piazze e strade appartate. A Salerno centro, ad esempio, si può acquistare hashish o marijuana sul lungomare o alla Concordia.

Quanto costa la droga a Salerno

Nel resto della città basta andare nei soliti luoghi di aggregazione, per trovare il pusher che si confonde tra qualche anziano seduto sulla panchina e i gruppi di ragazzini che chiacchierano tra di loro. E sono proprio loro, i minorenni, i migliori clienti di coloro che vendono fumo: hanno una età che varia dai 16 ai 30 anni e per una dose spendono dai 12 ai 15 euro.

Prezzi diversi, invece, per la cocaina: 60 euro. Ma anche un’età diversa: dai 20-25 fino ai 50 anni. Molto dipende dalla disponibilità economica.


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Spaccio di droga: i clienti

Da gennaio ad oggi, secondo i dati forniti dalla polizia di Stato, sono 31 gli acquirenti segnalati all’Ufficio territoriale di Governo. Numeri che, se sommati alle segnalazioni provenienti anche dalle altre forze dell’ordine, lievitano a dismisura. Ma, più che i numeri, sono i nomi che fanno effetto. Soprattutto per quanto riguarda gli assuntori di cocaina: professionisti di grido, persone impegnate in ogni contesto civile e sociale. E non solo.


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La richiesta di droga

La richiesta di droga, secondo i dati forniti sempre dagli uffici della questura di Salerno, è molto elevata. Basti pensare che ogni giorno, secondo una stima approssimativa, si effettuano decine e decine vendite di dosi, soltanto nel capoluogo. Ma il fenomeno è presente ovunque: non soltanto a Salerno città, ma anche nella provincia. Sono proprio i sequestri a rendere una chiara fotografia della situazione.

La sola sezione della Squadra mobile ha effettuato, nel corso degli ultimi undici mesi, ben diciassette operazioni di polizia giudiziaria dirette a smantellare la rete dello spaccio in tutto il territorio provinciale, conclusesi con 75 persone arrestate ed otto denunciate.Q

uindi sequestrando ben 72 chili di hascisc e cannabinoidi e 14 chili e 500 grammi di cocaina. Irrilevanti, invece, i sequestri di eroina che, a quanto pare, non troverebbe grande mercato nel salernitano. Ma, precisano le forze dell’ordine, questi sono solo i dati noti. C’è poi tutto un mondo di sommerso che va esplorato.


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Chi gestisce lo spaccio di droga

Tutto porta sempre lì, alla camorra. A quei gruppi criminali che da sempre controllano il territorio, per aree geografiche o per quartieri. Sono però cambiate le modalità di azione, più silenziosi, i diversi gruppi avrebbero trovato una sorta di pax in nome del dio denaro.

Vecchie famiglie che ricevono ordini dagli eredi del boss o da direttamente da questi e forniture che verrebbero «pattuite» anche dietro le sbarre del carcere. Non soltanto l’asse vesuviano e napoletano, secondo quanto emerge dalle operazioni messe a segno dalle forze dell’ordine, questi gruppi gestirebbero anche rapporti internazionali.

Basti pensare che è appunto dell’altro giorno la condanna di un camionista ad Imperia ritenuto un corriere per conto dei salernitani. L’uomo ha patteggiato la pena a tre annidi reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Veniva dalla Spagna ed era diretto a Salerno: nascondeva dell’hascisc tra un carico di arance il cui destinatario – quello che risultava sui documenti di trasporto – non ne aveva mai fatto richiesta.

Via gomma o via mare, dunque, a Salerno arriverebbero enormi quantità di droga che i gruppi camorristici poi affiderebbero la vendita a dei pusher di fiducia, non sempre insospettabili, a volte anche con qualche piccolo precedente penale, pagandoli dai 40 ai 50 euro al giorno a seconda del tipo di sostanza che vendono. In questo modo loro, i capi, avrebbero sempre le mani pulite.



I finanziamenti

Non più soltanto rapine. I gruppi criminali accumulerebbero i soldi da destinare all’investimento droga – sempre secondo alcune informazioni fornite dalla polizia – attraverso un vasto giro di usura ed estorsione. Ma non solo. Una fetta di introiti arriverebbe anche dalla prostituzione non gestita direttamente dai salernitani, ma come «pizzo» che i protettori devono pagare per appropriarsi di una fetta di territorio.


Fonte: il Mattino

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